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da gennaio 2006 |
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Vito Bianchi - Andrea Chiapella -Fernando Giaffreda - Ruggero Gormelli - Raffaele Licinio - Ester Lorusso - Giuseppe Losapio - Gianluca Lovreglio - Stefania Mola - Andrea Moneti - Gaetano Pellecchia - M. Teresa Rauzino - Giuseppe Resta - Max Siller |
CURATORI DI SEZIONI, COLLABORATORI
INTERVENTI E SCRITTI DI
| Giacomo ANNIBALDIS | giornalista della "Gazzetta del Mezzogiorno" | |
| Paul ARTHUR | professore di Archeologia medievale, Università di Lecce | |
| Domenico BASILE | direttore responsabile del giornale "La Lanterna del Popolo" | |
| Pina BELLI D'ELIA | professoressa di Storia dell'arte, Università di Bari | |
| Renato BORDONE | professore di Storia medievale, Università di Torino | |
| Tonio BRUSA | professore di Didattica della storia, Università di Bari | |
| Franco CARDINI | professore di Storia medievale, Università di Firenze | |
| Franco CASSANO | professore di Sociologia della conoscenza, Università di Bari | |
| Margaret COLLINA | redazione di ItaliaLibri | |
| Paolo CORTESI | Cicap | |
| Armando DE VINCENTIIS | Cicap | |
| Antonio DI GIACOMO | giornalista de "la Repubblica-Bari" | |
| Cosimo Damiano FONSECA | professore di Storia medievale, Università di Bari, Accademico dei Lincei | |
| Maria T. Fumagalli Beonio Brocchieri professore di Filosofia medievale,Università di Milano | ||
| Stergios Laitsos | docente nell'Università di Vienna | |
| Tiziana LaZZARI | docente nell'Università di Bologna | |
| Vito Antonio LEUZZI | docente, direttore dell’Istituto pugliese per la storia dell’antifascismo | |
| Nino LAVERMICOCCA | già direttore archeologo della Soprintendenza Archeologica della Puglia | |
| Maria LORUSSO | già Scuola Laboratorio di Medievistica di Troia | |
| Franco MERCURIO | direttore Biblioteca Provinciale di Foggia | |
| Massimo MONTANARI | professore di Storia medievale, Università di Bologna | |
| Giosuè MUSCA + | già professore di Storia medievale, Università di Bari | |
| Francesco PANARELLI | professore di Storia medievale, Università della Basilicata | |
| Agostino PARAVICINI BAGLIANI professore di Storia medievale, Università di Losanna | ||
| Bojana PETRIC | Università di Budapest | |
| Mariano TOMATIS | www.marianotomatis.it | |
| Manlio TRIGGIANI | giornalista della "Gazzetta del Mezzogiorno" | |
| Giuliano VOLPE | professore presso l'Università di Bologna (ne è il Rettore dall'1 novembre 2008). Per il curriculum, clicca QUI | |
Laureata in Lettere a Firenze nel 1999, ha conseguito il Dottorato di ricerca in Storia medievale presso il Dipartimento di Studi storici e geografici dell'Università degli studi di Firenze con una tesi su Istituzioni e società a Taranto nel Quattrocento. è stata borsista residenziale del Centro di studi normanno-svevi (XV Giornate normanno-sveve, 2002).
Ha pubblicato tra l'altro il saggio Per una storia dell’“universitas” di Taranto nel Trecento, in «Archivio storico italiano», CLVIII (2000). Ha ricevuto il “Premio Cassese” 2001 per la saggistica storica sul Mezzogiorno nel Medioevo della Società salernitana di storia patria, per lo studio su Taranto.
Olimpia Amati, nel Forum del sito conosciuta anche come «Didone abbandonata» (ma è una leggenda metropolitana), è nata a Bari sotto il segno della Vergine, con ascendente Pesci. Non mangia carne da 18 anni e si ostina a ritenere i Beatles un complessino qualunque (il che, in questo sito zeppo di beatlesiani-doc, appare effettivamente molto più grave che non mangiar carne!). Dal 1980 suona il flauto moderno da autodidatta. Diplomata in flauto dolce e traversiere barocco, ha collaborato per nove anni con l’ensemble medievale «Aulos» e per sette con l’ensemble rinascimentale «Rafi»... ma non solo... In concerto si è spazzolata l’Italia da Modica a Basilea (che appunto non è in Italia) eseguendo repertori che spaziano dal Medioevo alla musica contemporanea.
Zitellaccia come filosofia di vita, non apprezzando Lennon e McCartney non avrebbe potuto far altro che occuparsi del Medioevo! A parte i vari titoli culturali, colleziona anche bambole con costumi tradizionali di tutto il mondo ed elefantini.
Nato a Bologna nel 1967 - ma di bolognese non ha assolutamente nulla - si è laureato a Bari in Odontoiatria e Protesi Dentaria nel 1990. Non pago di cavar denti dalla mattina alla sera ai concittadini di Bari e provincia, si è riavvicinato a quella che è sempre stata la sua grande passione fin da quando era in fasce: la storia. E così, piuttosto che continuare a leggere per diletto, a tempo perso, qualche saggio o visitare qualche mostra, ha pensato bene di iscriversi alla Facoltà di Lettere presso l’Università di Bari per approfondire la dottrina, “sprofondando” nuovamente in libri, lezioni ed esami in un vortice senza fine.
Giunto quasi alla sospirata seconda laurea ha pubblicato un saggio dal titolo Castel del Monte: un tempio “virtuale” in Castel del Monte ed il sistema castellare nella Puglia di Federico II (2001), a cura di Raffaele Licinio per le Edizioni dal Sud, e un saggio in Castel del Monte. Un castello medievale (2001), sempre a cura di Licinio, attirando su di sé gli strali dei ricercatori di misteri e dei cultori del mito federiciano.
Dipendente della Rai Radiotelevisione Italiana, lavora nella redazione della sua città, Udine. È "elettricista" della troupe televisiva e cura perciò l’illuminazione di tutte le riprese televisive, sia in studio e in scena, che in esterna.
Ha una grande qualità umana: la “solitarietà” e l’odio del caos, a scelta. Proprio per questo ogni vacanza che può scende lungo la via Romea a librarsi in rifugio sulle colline marchigiane, armato di macchina fotografica e cavalletto. Lui dice che trattasi di “deviazione professionale”, e infatti capita a puntino in questo sito. Dichiara di andare a caccia di castelli, “molto amati”, sin dalla sua più tenera età (e quando?). O non faceva lo stesso quel “deviato professionalmente” di Federico II con i volatili?
Laureata in Didattica della storia presso il corso di laurea in Lettere dell’Università degli Studi di Bari, relatore il prof. Antonio Brusa, con la tesi dal titolo: Editoria scolastica e storia. Il caso Laterza. Dal 2002 socia di Historia Ludens, associazione che svolge la propria attività in collaborazione con il Laboratorio di Didattica della Storia dell’Università di Bari, coordinato dal prof. Antonio Brusa. Ha partecipato, in qualità di operatrice e relatrice, ai convegni “I giochi e i conflitti”, organizzato da Historia Ludens, Università di Bari e Edizioni La Meridiana, e “La storia è di tutti”, promosso e organizzato da Comune di Modena-MEMO-Provincia di Modena. Coordina e conduce attività di laboratorio storico-didattico in corsi di formazione e aggiornamento.
Sono nato a Foggia nel 1961, in settembre, che in qualche modo rappresenta la SEZIONE AUREA del secolo: infatti se dividessimo i 100 anni di un secolo per il NUMERO D'ORO (cioè il rapporto aureo 1,618) otterremmo il numero decimale 61,8046971569839307787391841779 più altri numeretti che però lasciamo nel segreto. Da questo calcolo si ottengono altre pregnanti considerazioni biografiche: infatti oltre a quanto riferisce all' anno di nascita come già evidenziato, il mese e il giorno si formano partendo dal mese di agosto (8) più gli 046 giorni trascorsi dall' inizio del periodo, arrivando così al 15 settembre. 971 indica l'anno in cui, dimorando all'epoca in Barletta, dovetti trascorrere per una grave malattia infettiva diversi giorni nell' ospedaletto che in detta città sorge proprio sul luogo ipotizzato sede dei cavalieri Templari, e forse da ciò ebbe inizio il tutto.
56983 coincidono con la data del 5 giugno 1983, in cui sarei partito per il servizio di leva a Cagliari e 07787 era la data in cui vinsi il concorso che mi ha portato a lavorare (perennemente immerso tra i numeri...) presso un famigerato ente di indagini economiche e statistiche. Sorvolando per ragioni di opportunità e stringatezza su altre considerazioni pitagoriche, vorrei segnalare le ultime quattro cifre (1779) che rappresentano una data importante per chi si interessa di certi studi, e in rapporto in specie con due grossi personaggi come il conte de Maistre e sopra tutti il principe Raimondo di Sangro e i suoi discendenti. E del resto "non a caso" risiedo a Foggia, illo tempore gran feudo di quest'ultimo.
Vito Attolini è critico cinematografico per il quotidiano «La Gazzetta del Mezzogiorno» di Bari, sua città natale, e collaboratore di riviste specializzate, fra cui «Quaderni medievali». Ha svolto in passato lavoro culturale organizzando circoli del cinema e rassegne cinematografiche ed ha insegnato per pochi anni «Critica e storia del cinema» prima all'Accademia di Belle Arti poi all'Università di Bari.
Ha scritto una monografia su Pietro Germi, Il cinema di Pietro Germi (ed. Elle, Lecce 1986), Dal romanzo al set - Cinema italiano dalle origini a oggi (ed. Dedalo, Bari 1988, Premio Agrigento Cinema e Letteratura 1988), Immagini del Medioevo nel cinema (ed. Dedalo, Bari 1993), i capitoli sul cinema per i volumi collettivi Lo spazio letterario di Roma antica e Lo spazio letterario del Medioevo (entrambi ed. Salerno, Roma 1991 e 1997), Teorie classiche del cinema (ed. Graphis, Bari 1997), Storia del cinema letterario in cento film (ed. Le Mani, Recco-Genova 1998), Dietro lo schermo (ed. Progedit, Bari 2003).
Nata a Perugia nel 1959, vive a Brufa, piccolo tranquillo borgo medievale posto su un colle che scopre da una parte Perugia e dall’altra Assisi. Da lì, nelle giornate più limpide, si può ammirare anche una stupenda vista sulla piana di Foligno. La sua professione è insegnante di lingua italiana e nel tempo libero si diletta a scrivere poesie, molte delle quali pubblicate già nelle Antologie dei poeti umbri Edimond 2003 e Edimond 2005.
La cosa fondamentale è che da sempre è innamorata della sua piccola “grande” Umbria: il desiderio profondo di conoscerla sempre più costituisce la spinta che la porta ognora a girare tra borghi e paesaggi, alla scoperta di nuove suggestioni o per toccare quasi con mano gli innumerevoli frammenti di storia medievale che la pervadono. Questa sua passione per la storia ha contagiato perfino il marito, con quale è felicemente sposata. L’hobby antico per la fotografia ben si unisce inoltre a questa passione. Lavora spesso e volentieri con il computer, ma in casa il vero mago dell’informatica è la figlia Eleonora. Lei è ormai il “Virgilio” della sua navigazione, sia pur nella ristrettezza dei tempi per farle da guida. Come tutti gli studenti di giurisprudenza infatti Eleonora è molto impegnata, e fra un esame e l’altro anche lei asseconda questa passione che ormai è diventata di tutta la famiglia: borghi, castelli e rocche regionali come companatico.
Barbara Barletta è nata a Bari nel 1974. Studentessa fuori corso (molto fuori) della Facoltà di Lettere dell’Università degli studi di Foggia, ha una grande passione per la storia medievale. Da quando si è innamorata di un musicista albanese ha cominciato a studiare la storia, la lingua e le tradizioni culturali dell’Albania con una particolare predilezione per Scanderbeg, che sarà l’argomento della sua tesi di laurea.
Non ha
mai collaborato con associazioni o testate giornalistiche, non ha mai pubblicato
un bel niente e non ha mai vinto una borsa di studio.
Ascolta la musica Jazz e balla il flamenco.
Nata a Comiso (RG) il 24/03/1972,
mi sono diplomata presso il Liceo Classico "Giosuè Carducci". Nutro diversi interessi tra cui la
lettura, l'informatica, la musica. Sono socia di un'associazione astronomica, l'A.I.D.A.
(Associazione Iblea Divulgazione Astronomica), che si occupa di divulgazione astronomica.
In attesa di una prima occupazione a tempo indeterminato, faccio lezioni di ECDL CORE e informatica di base.
Nel tempo libero studio per conseguire le attestazioni di ECDL ADVANCED.
Sogno la laurea e pensavo di iscrivermi ad un corso di laurea triennale, e perché
no, magari approfondire le conoscenze di storia medievale! Sono felicissima di essere entrata a far parte del vostro team,
e di questo ringrazio la carissima amica Andrea Chiapella!
Sono nato nel 1955, vivo e lavoro a Forlì, sono impiegato (un bancario). Anche se è strano a dirsi il mio lavoro tutto sommato mi piace ma, forse anche per contrapposizione con l'attività quotidiana, quando posso parto immediatamente per girovagare in lungo e in largo sul mio Appennino e nei suoi piccoli borghi. Mi piace approfondire quello che vedo, conoscerne il nome, le particolarità, la storia o la leggenda, per questo motivo sono sempre alla ricerca di informazioni, pubblicazioni, riviste e libri antichi che trattano del territorio. Nelle mie ricerche mi capita spesso di trovarmi in presenza di castelli o fortificazioni, a volte pochi ruderi, altre oggetto di sapienti ristrutturazioni, e purtroppo a volte anche oggetto di discutibili modifiche, ma tutti con una loro storia da raccontare.
Questa passione, unita a quelle per l'informatica e per la fotografia, mi hanno spinto ad attivare un sito (www.appenninoromagnolo.it) che per immagini e racconti possa in qualche modo contribuire a valorizzare gli aspetti naturalistici e storici di questo territorio. In questa mia passione ho coinvolto mia moglie Claudia, che pazientemente mi segue e collabora con foto, ricerche e correzione bozze (non con il computer... lo odia).
Angelo Basta nasce da genitori foggiani "per caso" a Busto Arsizio (VA) nel 1979, ma vive da sempre a Foggia ‘e provincia…’. Dopo aver tentato di seguire studi giuridici e successivamente agrari, ha scelto di seguire la strada della sua passione, iscrivendosi così alla giovane Facoltà di Lettere e Filosofia di Foggia, di cui è stato sin dalla nascita rappresentante all'interno del Consiglio di Facoltà. Dall'aprile del 2002 fino all’ottobre del 2005 ha ricoperto la carica di rappresentante degli studenti nel Senato Accademico nell'Università di Foggia.
è stato per due anni il redattore del giornale universitario «l'Urlo», interessandosi contemporaneamente a questioni sociali e culturali organizzando con la Facoltà una serie di "incontri-confronti" sul tema della tolleranza, e alcuni convegni relativi al confronto tra ebraismo, cristianesimo, islamismo. Nel dicembre del 2005 si laurea con 110 e lode in Lettere moderne e nel maggio 2007 consegue l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole medie e superiori di Italiano Storia e Geografia. Collabora attualmente come cultore di materia con la cattedra di Storia medievale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Foggia.
Nato a Piacenza nel (lontano) 1956, ormai da molti anni è tornato in Val Tidone, luogo avito. La sua famiglia viene infatti da Olgisio, sito dell’omonima Rocca, tra le cui mura gli è sorta questa “passione castrense”. Per lo studio e la raccolta di tutta la documentazione disponibile sulla storia (medievale) della Valtidone, diventa membro dell’Associazione archeologica “Pandora”, partecipando puntualmente alla campagna di scavi estiva che si organizza ogni anno. Pandora gestisce anche il “Museo archeologico della Val Tidone”, che ha sede in Pianello V.T.
Più allocato di così...
Maddalena Bertolini è nata nel 1979 in terra ligure, a La Spezia, dove è rimasta solo per la breve permanenza ospedaliera per poi trasferirsi in Toscana, dove vive tuttora. Si è laureata in Conservazione dei Beni Culturali all’Università di Pisa nel febbraio del 2006 e dal 2007 frequenterà la Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte presso l’Università di Genova. Nel tempo libero si diletta nello scrivere articoli sull’arte per la rivista on-line Korazym.org. e, come accade spesso per i laureati, è ancora in “cerca d’occupazione”.
Appassionata di tutto ciò che riguarda la storia e l’arte antica medievale e moderna (non si era capito dalla formazione scolastica un po’ ripetitiva!), il suo interesse per questi periodi storici si focalizza solitamente su pettegolezzi e fasti di corte: per questo motivo si dedica alla lettura di biografie di re e regine vissuti tanti secoli or sono e di libri che raccontano la vita e le storie delle casate più illustri dei secoli scorsi.
Misteriosa studentessa della Facoltà di Lettere e Filosofia di Bari, appassionata di storia medievale: di lei chi la conosce sostiene che è (quasi) pendolare, (quasi) tarantina, (indubbiamente) "sindacalista"...
Nato a
Genova Sampierdarena nel 1958 (e quindi calcisticamente doriano, sebbene
tendenzialmente agnostico sia su questo fronte che su altri più impegnativi),
Marco Brando ha un cognome con radici longobarde: secondo Emidio De Felice la
radice "brand" significa "spada lucente nella battaglia"; come se non bastasse
Marco deriva dal prenome latino Martcus o Marticos, successivamente Marcus, che
significa "sacro, dedicato al dio Marte", dio della primavera e della guerra.
Nel dubbio, e a scanso di equivoci bellici, il nostro Brando a suo tempo ha
fatto l'obiettore di coscienza e il conseguente servizio civile.
Smaltito un fugace innamoramento per la Facoltà di Medicina in quel di Pavia, si
è dedicato a Scienze politiche, quindi ha intrapreso - dal 1982 in poi - la
carriera di giornalista. Dopo una quarantina d'anni trascorsi tra Liguria e
Lombardia (oltre a un biennio romano), nel 2000 la vita l'ha posto di fronte a
una scelta. Scelta che lo ha indotto ad emigrare - per altro controcorrente -
dalla Padania alla Puglia, cogliendo al balzo, si fa per dire..., l'apertura a
Bari del dorso di cronaca pugliese del "Corriere della Sera", il "Corriere del
Mezzogiorno".
Per vendicarsi dell'accoglienza (benevola) riservatagli dai pugliesi, nel 2006
ha pubblicato il libro Sud Est. Vagabondaggi estivi di un settentrionale in
Puglia (Palomar, Bari), con prefazione di Franco Cassano e postfazione di
Raffaele Licinio.
Dall'aprile 2007 vive e lavora di nuovo a Milano, dove fa il vice caporedattore
centrale di City, quotidiano free press del gruppo Rizzoli Corriere della Sera
(Rcs).
Ha un blog: www.professionereporter.splinder.com.
è autrice di Peschici nei ricordi, secondo volume della collana "I luoghi della memoria" del Centro Studi Martella, edizioni Claudio Grenzi, Foggia 2000.
Laureata in Conservazione dei Beni Culturali Beni Mobili e Artistici, nell'indirizzo Storico Artistico e Architettonico, presso l’Università di Pisa, ha conseguito il Master di primo livello in Materiali e tecniche diagnostiche nel settore dei beni culturali organizzato dal dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa.
Comasca, Linda Cavadini si è laureata nel 2002 all'Università Statale di Milano con una tesi comparata in Letteratura italiana e Latino medievale dal titolo Temi e modelli del "De sathana cum Virgine" di Bonvesin de la Riva, con il professor Orlandi e la professoressa Berra. Attualmente insegna in una scuola media, ma mantiene costante il suo interesse per il Medioevo.
Sugli aspetti religiosi, magici, superstiziosi e folclorici del Medioevo ha tenuto varie conferenze a Como; al momento sta preparando un ciclo di incontri sulla magia (dall'antichità alle cacce alle streghe), e portando avanti anche un ciclo di letture della Divina Commedia per l'Università della terza età di Como.
Ludovico Centola nasce a San Giovanni Rotondo (FG) il 20 agosto 1985 ma da sempre risiede nella vicina San Marco in Lamis (FG) dove la sua famiglia arrivò nel 1750 c.a. molto probabilmente dal Lazio (Formia). Discendente diretto di Berardino Centola, il quale diede origine ad una delle più importanti famiglie ottocentesche della Capitanata, la famiglia Centola appunto. Ricordiamo solo alcuni nomi come l'avvocato Ignazio Centola (al servizio dei re Borboni), il dottor Donato Antonio Centola (rinomato medico ottocentesco della Capitanata) da cui discende e il giudice Marco Centola che aiutò Giuseppe Garibaldi durante lo sbarco a Melito il 19 agosto 1860. Sin da fanciullo dimostra il suo interesse per la storia e la cultura locale, per lo più quella garganica. Durate il periodo delle medie si diletta con alcune ricerche sulla erboristeria locale e sulla lingua sammarchese. Frequenta il liceo scientifico, dove inizia a lavorare al suo dizionario Sammarchese che poi abbandonerà perchè la stessa opera fu pubblicata da terzi. Nell'anno 2000 inizia le ricerche per l'albero genealogico della famiglia Centola di San Marco in Lamis e nel 2002 intraprende una nuova ricerca, "La valle degli eremi" appunto. Nel 2005 si iscrive al corso di laurea in Ingegneria Informatica e dell'Automazione dell'università di Ancona dove tuttora è studente. Parallelamente alla fine del ciclo di studi superiori e all'inizio degli studi accademici comincia ad approfondire il suo interesse per la storia locale e per la fotografia e riesce tutt'ora a portare avanti, nei mesi di permanenza a San Marco, la sua passione per l'archeologia con la collaborazione occasionale di altra gente interessata e competente.
Ha collaborato e collabora con la Garganoverde s.r.l. per alcuni documentari sulle “Fracchie” e le “Grotte del Gargano”, per due anni con l'emittente locale Teleradioacli ed inoltre nel 2003 ha redatto insieme a dei suoi amici l'archivio della biblioteca della fondazione “Pasquale Soccio”. Nell'estate 2005 ha collaborato con il gruppo speleologico Montenero per un servizio fotografico ed il documentario sulle grotte prima citato. Attualmente sta lavorando per ampliare il suo progetto “La valle degli eremi”, con l'ampliamento del progetto che vede la partecipazione del rinomato studioso locale Gabriele Tardio e la stretta collaborazione di personaggi di primo livello. Se dapprima si è interessato maggiormente all'attività di divulgazione verso la cittadinanza, per rendere note queste realtà e queste potenzialità spesso trascurate, è riuscito ultimamente ad ampliare il campo di studi a riguardo, sia valendosi di fonti e documenti storici, sia compiendo sopralluoghi sui siti di interesse, riuscendo a creare nuove mappature più curate e approfondite, rimediando alla mancanza o alle frequenti imprecisioni. Una sua passione mai nascosta è la politica, infatti nei suoi libri spiccano i nomi del Machiavelli e dell'Alfieri, precursori della politica moderna, inoltre anche la sua simpatia per le letture filosofiche si accentua sempre di più nel corso degli anni anche se ancora non vi è una linea guida in questo settore dato che non segue un movimento filosofico ben delineato. Sicuramente le letture che più lo appassionano e lo portano a passare intere mattinate estive in biblioteca sono i testi storici, specialmente quelli narranti la storia locale e la storia dell'800 e del 900. Proprio nel corso degli ultimi tempi si sottopone ad un approfondito apprendistato letterario per colmare le lacune della sua cultura scolastica, integrata da letture occasionali e da quelle imposte dalle esigenze di avere sempre una visione cosmopolita del mondo. Occasionalmente collabora con qualche sito storico e con periodici locali scrivendo articoli sempre attinenti al suo progetto.
Nata a Mesagne (BR) nel 1977, con lo sciopero dei barellieri in corso, ho vissuto a Torre Santa Susanna (BR) fra un viaggio e l’altro (preferibilmente lunghi) in Inghilterra e in Francia fino alle nozze, un nuovo viaggio. Ora vivo a Putignano (BA). Un'infanzia passata a fare i compiti con i miei fratelli e tante storie inventate, messe in scena, musicate insieme. Un’irrefrenabile attitudine alla rêverie mi spinge a coltivare la passione per la letteratura, il cinema, il teatro, il disegno, gli orizzonti sempre nuovi, passati, presenti e futuri ma, per favore, infiniti. Fra la Laurea in Lingue e Letterature Straniere a Lecce e il Dottorato di Ricerca in Scienze Letterarie a Bari, il lavoro in due aziende, sempre nell’amatissima Puglia. Vorrei un giorno scrivere una sceneggiatura di ambientazione medievale. Un pensiero che mi frulla spesso in testa è: i limiti sono quelli che noi stessi ci costruiamo e ogni giorno abbiamo l’opportunità di superarli.
Nato nel 1980 a Palermo, si è laureato in Architettura presso l'Università degli Studi di Palermo discutendo una tesi sul Castello di Maredolce. è appassionato di storia e cultura medievale siciliana e di numismatica.
Vivo a Cuorgnè (TO), dove sono anche nato, nel verde Canavese. Sono diplomato in ragioneria, lavoro come impiegato. La vera passione per la storia è nata dopo le scuole, soprattutto riguardo la storia antica di Roma, in particolare l’era imperiale, e il Medioevo in generale, a cui mi sono avvicinato maggiormente negli ultimi anni, colpito perlopiù dalla curiosità per quest’epoca considerata oscura, riabilitata poi, a onor del vero, negli ultimi tempi. Il Medioevo mi affascina per il contrasto fra l’ideale cavalleresco, l’amore cortese, che amo molto e che trovo piacevolmente in poesie dell’epoca, e le brutture dell’era stessa, come i vari intrighi, i giochi di potere etc. Insomma è per me un mondo tutto da scoprire; d’altra parte il Medioevo è ricco di novità storiche, che incidono notevolmente sull’evoluzione storica futura. Ho citato le mie letture poetiche, infatti cerco di leggere il più possibile poesie, racconti, romanzi di letteratura italiana, meno di quella straniera, ma comunque le mie letture preponderanti sono rivolte ai saggi storici. Alle volte compro libri giusto per il piacere di averli, per avere una specie di collezione, cosicché quando so di dover cercare qualcosa ho già pronto il materiale. Purtroppo, per vari motivi, non riesco a leggere quanto vorrei ed ho anche il brutto vizio di iniziare più libri insieme, ma la mia sete di sapere, ogni tanto, è elevata. Trascorrere vacanze, anche brevi, per visitare luoghi ed edifici storici è un’altra delle mie grandi passioni; quando cammino in siti archeologici o dentro edifici storici sento in me una forte emozione pensando a quante persone del passato sono state lì e come sono permeati quei luoghi di chissà quanti e quali fatti, sento l’interesse storico che è insito, è innato dentro di me. Provo questo tipo di emozione anche quando indosso il costume medievale per le rievocazioni storiche. Altro mio interesse è l’arte, in particolar modo la pittura, infatti dipingo pure; poi amo la musica classica, soprattutto il periodo barocco. Mostre e musei sono pane per la mia vita. Fra gli altri miei interessi ci sono le varie collezioni di soldatini e la bicicletta. Conduco una vita tranquilla, forse troppo… perso negli antri della cultura…e nei miei pensieri che, a volte, mi paiono appartenere ad un’altra epoca....
Leonarda Crisetti è attiva da anni nell'ambito della promozione del territorio di Cagnano Varano (FG). Sin dagli anni Settanta, abbracciando la visione della scuola come centro di ricerca, promuove e realizza attività di ricerca storica e socio-antropologico-culturale. Nella prima metà degli anni Novanta, come presidente dell’Associazione culturale «l’Alternativa», cura: Cagnano Varano (origine e centri preesistenti) e Voci Cagnanesi. Collabora a « Il Gargano Nuovo» e a « Il provinciale», periodici culturali di Capitanata.
Laureata in Pedagogia con lode, ha pubblicato numerosi libri per la valorizzazione della cultura locale: La grotta di San Michele e il culto del Santo, ed. Gioiosa, 1993; San Nicola Imbuti, Lauriola, Vico Garganico 1995; Quarantanna, Lauriola, Vico Garganico 1995; Cagnano Varano, centro storico, economia, salute, costumi, società, Acropolis, Manfredonia 1999; La grotta di San Michele, Itinerari lungo la laguna di Varano, Acropolis, Manfredonia 1999; La laguna di Varano, una risorsa da valorizzare, Grenzi editore, Foggia 2001; Bbèlla, te vu mbarà a ffà l’amóre, Canti e storie di vita contadina, Centrografico Francescano, Foggia 2004.
Sito personale: www.leaveamessage.it/crisetti1.htm
Nato a Rodi Garganico nel 1951, ha pubblicato testi di poesia, narrativa e saggistica, dedicandosi in particolar modo a un autore emblematico come Carlo Levi (per il quale ha curato una biografia, una monografia, un carteggio e alcuni convegni). Tra i titoli più significativi ricordiamo: Le caselle mancanti (Lacaita, 1986), Il ponte di Heidelberg (Tracce, 1990), Canti del Tavoliere (Schena, 2003), Beatles (Caramanica, 2004), Terra dei passati destini (Manni, 2005), Il nostro Adriatico. Dall'una all'altra sponda (Schena, 2006); Romanzo meridionale (Cofine 2006). Collabora ad alcune riviste letterarie e alla pagina culturale de «La Gazzetta del Mezzogiorno». Codirige il Centro Studi Emigrazione e il Centro Studi “J. Tusiani” nella città di residenza, San Marco in Lamis.
Nativa di Sannicandro Garganico, la D'Orazio si occupa di tradizioni popolari e di microstoria, pubblicando i suoi saggi sul "Notiziario di Etnostoria garganica", la rivista del Centro Studi storici ed archeologici del Gargano. Vive attualmente a Roma.
Giuseppe
Dalfino nasce a Carbonara nel 1965 il giorno di Natale, rovinando la cena ai
cari ed ignari genitori. Cresce un po’ e subito mostra disturbi medievali,
tanto che devono dirgli “se fai il buono ti faccio vedere l’armatura”, e
costruisce castelli in cartone. Dopo una gita a Canne della Battaglia, a 14 anni
fa la sua prima esperienza nel campo dell’archeologia e da li decide che “da
grande” farà l’archeologo. Così fu! Nel 1983 si iscrive alla Facoltà di
Lettere e Filosofia di Bari dove si laurea nel 1989 in Archeologia Medievale con
una tesi dal titolo Contributo allo studio di S. Maria di Gallana in agro di
Oria (BR), che più tardi gli porterà fortuna.
Si
diploma alla Scuola di Archivistica Paleografia e Diplomatica presso
l’Archivio di Stato di Bari, partecipa a varie campagne di scavo con la
Cooperativa Cast di Bari: Bitonto - chiesa di S.Leucio Vecchio-anno 1990; Bari -
P.zza Mercantile 1991-92; Otranto – Fossato del castello 1993;
Dieci
anni dopo pubblica il suo primo libro dal titolo: Santa Maria di Gallana in agro
di Oria. Storia e architettura, insieme all’amico geometra
Giuseppe Mele che lo
segue ancora in Moldavia dove partecipano alla International Conference of the
romanian association of semiotic studies
Non
pago della prima esperienza letteraria ritenta con un nuovo lavoro sulle chiese
a cupola di Puglia ancora in cantiere ma introdotto nella conferenza
“Umanesimo e l'imperativo della cultura latina” ancora una volta in Moldavia
e precisamente a Soroca-Moldova con una relazione dal titolo “Architettura e
storia medievale in Puglia tra Oriente e Occidente, le chiese a cupola”.
Progetti Futuri: pubblicazione del volume Cupole di Puglia; partecipazione
alle VIII Jornadas de Estudios Medievales y XVIII Curso de Actualización en Historia Medieval organizzato dal Departamento de Investigaciones Medievales del Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas de la Argentina
(
Nata a Lecce, ha da sempre subito una profonda attrazione per la città rivale, Bari, presso la quale ha conseguito la laurea in Filosofia, con il massimo dei voti.
Rimasta folgorata, impensabilmente, dalla storia medievale, prova a racchiudere i suoi "perchè?" ed interrogativi filosofici all'interno delle mura dei castelli medievali. Pittrice e strimpellatrice di pianoforte, ama andare a cavallo e alla ricerca sempre di cose nuove (oltre alla ricerca di un lavoro...).
Laureato in Lettere presso l’Università degli Studi di Bari con una tesi in Archeologia e Storia dell’Arte Tardoantica (relatore: prof. Giuliano Volpe), ha conseguito il titolo di Specializzazione in Archeologia Classica e Medievale presso l’Università di Lecce. Si occupa prevalentemente delle relazioni esistenti tra campione faunistico e contesti archeologici di età medievale, con particolare attenzione alle aree dell’Italia Meridionale. Partecipa, dal 2000, alle campagne di scavo archeologico delle Università di Foggia, Lecce e Bari, in vari siti nazionali e stranieri. Coinvolto nell’attività didattica e di laboratorio della cattedra di Archeozoologia dell’Università degli Studi di Lecce ha avuto modo di esaminare resti animali da aree di età arcaica e classica. È, all’interno della Missione Archeologica Italiana dell’Università degli Studi di Siena a Thamusida (Marocco; direttore prof. E. Papi), responsabile, insieme al prof J. De Grossi Mazzorin, dello studio dei reperti osteologici animali.
Ulteriori particolari QUI.
Nata nel 1982 a Borgo Val di Taro, provincia di Parma, si è laureata nel 2004 nel corso Civiltà Letterarie e Storia delle civiltà presso l’Ateneo di Parma.
Appassionata da sempre di castelli, scrive per il mensile «Insieme dove?» e per il quotidiano «L’informazione di Parma». Spesso tiene convegni e conferenze, ed in particolare partecipa ogni anno al ciclo di incontri organizzati a Parma dall’associazione culturale Les Poulaines, dal titolo Idee su un medioevo parmense”.
Dopo aver fatto la guida per cinque anni presso il castello di Compiano, attualmente è responsabile dell’ufficio di informazione turistica di Borgo Val di Taro.
Giuseppina Deligia (vero nome Maria Giuseppa, ma non ditelo a nessuno) è nata il 29 marzo 1979 in quel di Ozieri, nella bellissima Sardegna.
Si è laureata il 2 febbraio 2005 col massimo dei voti in Conservazione dei Beni Culturali, indirizzo storico-artistico, presso l'Università di Pisa con una tesi sull'Architettura Medievale Ecclesiastica nel Giudicato di Torres. Da sempre appassionata del Medioevo, e in particolare dell'arte sacra, ha fatto sua la missione di far conoscere al grande pubblico le vicende della sua terra natìa nei secoli dell'Età di Mezzo.
Attualmente la sua attenzione è tutta concentrara nel tentare di dedurre cosa le riserverà il futuro (forse la scuola di specializzazione) e nella ricerca di un lavoro che la renda indipendente in modo da poter andare a vivere da sola col suo cucciolone Otto il Bassotto.
Tanto per cominciare, non vi permetto di fare ironia sul mio nome; al limite solo sul cognome! E poi, cos'altro devo dirvi? Se vi interessa saperlo, sono nato a Napoli il 15 giugno 1968, dove vivo e lavoro tuttora. Mi interesso di filologia e di storia, generando spesso il paradosso che dagli storici sono considerato un filologo, e dai filologi sono considerato uno storico. Certo, sarebbe meglio il contrario, ma nella vita bisogna sapersi accontentare.
Ho
scritto saggi pubblicati in diverse riviste filologiche e storiche («Bollettino
di Studi Latini», «Filologia Mediolatina», «Italia Medievale e Umanistica»,
«Studi Medievali», «Studi Storici», etc.), voci per il Dizionario
Biografico degli Italiani e per l'Enciclopedia Federiciana, e
alcuni libri, che sono questi:
- Città e Monarchia nel Regno svevo di Sicilia. L'Itinerario di Federico II
di anonimo pugliese, Salerno, Carlone editore, 1998;
- Politica e letteratura nel Mezzogiorno medievale. La cronachistica dei
secoli XII-XV, Salerno, Carlone editore, 2001.
Nicola da Rocca, Epistolae, edizione critica e introduzione, Edizione
nazionale dei testi mediolatini 9, Firenze, SISMEL-Certosa del Galluzzo, 2003;
- La silloge epistolare del ms. 8567 della Bibl. Nat. di Parigi,
edizione critica e introduzione, in corso di stampa per l'Edizione nazionale dei
testi mediolatini, Firenze, SISMEL-Certosa del Galluzzo;
- Angelus de Grassis, Oratio Panigerica dicta domino Alfonso. Letteratura
elogiativa e ricezione dei Panegyrici Latini nella Napoli del 1443,
edizione critica, introduzione e commento, in corso di stampa;
- Il potere e la sua legittimazione: letteratura encomiastica in onore di
Federico II di Svevia, Testis Temporum, Fonti e Studi sul Medioevo dell'Italia Centrale e Meridionale,
2, Arce (FR) , Nuovi Segnali, 2005.
Ricercatrice
di Storia dell’Arte Medievale presso la Facoltà di Scienze della Formazione
dell’Università di Bari dal 2002 dopo lunghi anni di esilio in Basilicata
presso l’Istituto Internazionale di Studi Federiciani – CNR di Castel
Lagopesole, si occupa principalmente di scultura dell’Italia meridionale tra
XI e XII secolo.
Principali pubblicazioni: La chiesa medievale: il portale, in La Cattedrale di Acerenza, a cura di P. Belli D’Elia e C. Gelao, Venosa 1999, pp. 127-166; Tra Puglia e Basilicata: gli affreschi del Santuario rupestre della Madonna delle Grazie, in Dalla ‘defensa’ di San Giorgio alla ‘lama’ della Madonna delle Grazie. Il Santuario rupestre di San Marzano, a cura di C.D.Fonseca, Galatina 2001, pp. 91-104; La Basilicata e i terremoti: il fortuito caso della cattedrale di Rapolla, in “Tarsia” (2001), pp. 3-39; Postille a San Leonardo di Siponto, in Medioevo. I modelli [I Convegni di Parma, 2], Atti del Convegno Internazionale di Studi (Parma 27 settembre-1 ottobre 1999), Milano 2002, pp 529-544; Acroteri e stilofori pugliesi: alcune riflessioni a margine della cosidetta “questione lombarda” in “Arte lombarda”, [I Convegni di Parma, 4], Atti del IV Convegno Internazionale di Studi (Parma, 26-29 settembre 2001), Milano 2003, pp. 565-570.
Barbara di Simio è nata a Foggia (26 aprile 1973), è laureata in Lettere Classiche presso l’Università di Bari, è iscritta all’Albo dei giornalisti di Roma dal 1996. Ha pubblicato il saggio Il giudice baiulare su «La Capitanata», rivista quadrimestrale della Biblioteca Provinciale di Foggia.
Ha condotto diverse ricerche storiche e studi di storia locale presso Istituzioni culturali nazionali e presso l’Archivio di Stato di Foggia, con cui attualmente collabora. Diplomata in Archivistica, Diplomatica e Paleografia latina, è esperta anche nella catalogazione e sistemazione di archivi storici, in particolar modo di quello del Liceo classico V. Lanza di Foggia. Studiosa della storia e dei luoghi di Federico II e della Capitanata. Insegna materie classiche e letteratura italiana.
Pasquale Fallacara nasce a Bitonto il 16 luglio del 1975. Da sempre appassionato di tradizioni, cultura e storia bitontina, innato fotografo ed instancabile viaggiatore, passeggia tra i verdi ulivi penduli, immortalando nel loro lento degrado chiesette, torri, masserie, frantoi, pagliai, pescare, pozzi, neviere, menhir, dolmen, muretti a secco, ecc. Profondamente interessato ai problemi legati alla loro salvaguardia, mensilmente mette a nudo i molteplici casi di abbandono e degrado ad essi legati, pubblicandoli sul periodico locale «Primo Piano».
Membro del “Centro Ricerche di Storia e Arte – Bitonto” e dell’associazione culturale “Terre degli Ulivi”, partecipa attivamente al monitoraggio e controllo delle strutture rurali site nel territorio bitontino. Nel 1996 entra a far parte dell’Arma dei Carabinieri, dove tuttora presta servizio (Compagnia Intervento Operativo Napoli – X Battaglione Carabinieri Campania). Nel 2003 pubblica Antiche chiesette rurali nel contado di Bitonto, edito dall’associazione “Terre degli Ulivi”.
Valter Fascio nasce e vive a Torino (1962), ed è un dirigente infermiere e professore a contratto di nursing clinico presso l’Università degli Studi di Torino e Amedeo Avogadro di Novara.
Web-writer, scrive editoriali e articoli pungenti pubblicati su siti e riviste on line, in particolare
www.infermierionline.net. I suoi poliedrici interessi, tra i quali spicca quello per la letteratura italiana, lo hanno portato anche a far parte della redazione virtuale di Italialibri
www.italialibri.net, in qualità di editor. Durante il tempo libero coltiva la passione per la storia del Canavese, luogo mitico del Piemonte, ricco d’elementi storiografici medievali, nonché d’origine famigliare (Rivarossa); ma anche perché crede profondamente che soltanto nella propria storia l’Uomo trovi la sua grande avventura.
Appassionato e inquieto cultore dell’epopea e del mito arduinico, è socio del gruppo storico “Rievocando Fruttuaria” di San Benigno Canavese (Torino), che si prefigge il compito di tramandare le gesta e i tempi del marchese Arduino d’Ivrea, primo re d’Italia, e di suo nipote Guglielmo da Volpiano, primo abate d’Europa, partecipando alle più importanti manifestazioni medievali della regione.
Nel caso in cui voleste incontrarlo insieme alla figlia Alessia tra i personaggi della corte del re… beh, oltre ad essere riconoscibile dal vestito, rigorosamente del primo millennio, marcia sempre davanti al corteo tenendo il labaro alto al grido di battaglia:
«sans déspartir!».
Per Stefano Favero è accaduto tutto come nel romanzo di Stephen King. Qualcuno
inciampa in qualcosa nel terreno e, cominciando a scavare, scopre un’astronave
misteriosa.
Un giorno infatti è incappato in uno dei più importanti castelli dell’Aude, alta
Linguadoca, ed ha iniziato a scavare nella storia. O meglio, la storia ha
cominciato a scavare in lui l’interesse per quello che viene definito
impropriamente - di ciò ne è quasi convinto - un «periodo oscuro».
Detto fatto: il viaggio alla scoperta di castelli, abbazie e fortificazioni lo
inizia allora da nord-est, dove vive e lavora, prosegue nelle smisurate bellezze
medievali della Liguria di ponente, e via così, finché benzina ce n’è.
Disturbato molto spesso da infernali centri urbani che non ringhiano solo se son
le sei di domenica mattina (eppure c’è sempre qualche personaggio originale che
ti impedisce di fotografare la porta di un maniero perché sta tagliando l'erba:
non avrà costui un giardinetto da tenere in ordine il sabato pomeriggio, come
tutti i comuni mortali?), da writers che esauriti i muri di Brescia fanno del
Cidneo la loro nuova tavolozza e da falsi cartelli per dirti di non oltrepassare
il ponte levatoio perché vi sono cani liberi (scopri poi che sono solo innocui
pavoni).
E il suo viaggio fotografico continua.
Giuseppe Febbraro (Taranto, 1972) ha studiato all’Università di Bari. Si è laureato in Storia economica e sociale del Medioevo ed ha conseguito nel 1999 il perfezionamento in Storia del Mezzogiorno medievale con una relazione sul ruolo del simbolico e del sacro nella Puglia normanna. Ha collaborato con la cattedra di Storia medievale della Facoltà di Lettere di Bari e preso parte a diversi convegni internazionali e nazionali, beneficiando di alcune borse. Ha frequentato un dottorato in «Storia sociale e religiosa dell'Europa moderna e contemporanea». È stato redattore radiofonico nel circuito di Popolare Network e collabora tuttora con alcune testate. Insegna Lettere nella scuola pubblica e si occupa prevalentemente di economia delle società, storia religiosa e critica dell'ideologia. Nel 2005 è stato tra i fondatori dell’associazione dAi Campi Rossi per la Storia della Resistenza e del movimento contadino.
Ho venticinque anni, abito e lavoro a Livorno e sto studiando per la Laurea Specialistica in Storia Medievale presso l'ateneo pisano. Ho scritto una tesi sul rapporto tra il Medioevo ed i mass-media, nello specifico sullo spazio relativo al Medioevo del quotidiano La Repubblica, modi di dire sul Medioevo, utilizzo indebito d'immagini e quant'altro.
Ho collaborato alcuni mesi con due quotidiani della mia città (Il Tirreno e La Nazione) e ho pubblicato un romanzo nel 2004 dal titolo Via Albertelli (Ibiskos Editrice, Empoli, collana il Caprifoglio).
Nata a Barletta, nel 1984, in una dolce e primaverile giornata di maggio. Studentessa della Facoltà di Lettere (Cultura Letteraria dell’Antichità), al momento stringe fieramente tra le mani solo la maturità classica ma spera di laurearsi quanto prima compiendo l’ardua e coraggiosa impresa di passare dall’antichità al medioevo. Non ha (ancora?) pubblicazioni di cui vantarsi, non sa cucinare ma adora mangiare, non sa cantare ma continua a spaccare i timpani degli altri perché crede che anche stonare sia un’arte. Ma in fondo queste pecche sono solo miseri spiccioli rispetto alla ricchezza della sua anima!
Figlio del solstizio d’estate del recente 1981, venne al mondo in quel di Castel della Pieve, sua città natale, ma che diede i natali anche a un grande pittore, Pietro Vannucci, soprannominato “Il Perugino”. Collegamento strano ma che pesa. La sua giovane vita tuttavia si dipana prevalentemente tra il borgo di Parrano, la rupe di Orvieto e l’acropoli perugina, dove concluderà un giorno gli studi universitari nella facoltà di Lettere e Filosofia, Scienze dei Beni Culturali, indirizzo storico-artistico. Impegnato nel 2008 in Basificata per alcuni progetti di eventi culturali, da circa un anno collabora al mensile «La Città», dove tramite una rubrica intitolata “I tesori nascosti di Orvieto”, prova a illustrare tutte quelle meraviglie antiche, poco conosciute ma non per questo di minor valore nel territorio orvietano.
Giuseppe ( Pino ) Gadaleta nasce sotto il glifo di Tempesta Blu autoesistente secondo il calendario delle 13 lune. La sua biografia è molteplice ma non poligonale. La sua principale formazione avviene nella periferia rurale e protourbana di una Bari pre-industriale. Studia per il minimo profitto, si impegna sin da giovane per l'affermazione di principi di dignità umana nel mondo del lavoro. Contesta Carlo Magno, Federico II e Vittorio Emanuele III, falsificando le loro date di incoronazione. Viene condannato a ripetere i processi di apprendimento scolastico.
Le esperienze più significative sono state il far d'autista ad un vescovo, essere stato assessore per il comune più spinoso del ex regno di Sicilia, scrivere un unico e raro libro su un cavaliere del '300, tale Pipino. Ha trovato tempo per lavorare nel marketing per una multinazionale dell'industria. Ora insegna l'arte del vendere, e finalmente si è messo a studiare scienze storiche e sociali. Ama Giovanna I d'Angiò, Lucrezia Borgia e madame Pompadour. Non fuma, non beve e non gioca.
Giovane dirigente d'impresa, è impegnato da alcuni anni nell'applicazione della multimedialità alle Scienze Umanistiche. Ha realizzato numerosi siti web tematici compresi alcuni dei più importanti presenti in rete.
Relatore in ambito storico-multimediale in convegni internazionali, svolge autonoma attività di ricerca. Ha pubblicato saggi di storia normanna ed è Presidente del Medioevo Italiano Project.
Lucio Ganelli, nasce nel 1967 a Campagna (Sa), dove vive e lavora, svolgendo la libera professione. Consegue il diploma al Liceo Artistico "Carlo Levi" di Eboli, quindi la Laurea in Architettura presso l'Università "Federico II" di Napoli.
Sin da giovane si è interessato ai più svariati ambiti culturali, spaziando dal disegno alla pittura, dalla poesia alla scrittura. Ha all'attivo numerose mostre personali e collettive, la pubblicazione di articoli e di poesie; queste ultime in stile medievale firmate con lo pseudonimo-anagramma Ugo Calinelli. Da diversi anni si occupa della storia locale, e meridionale in genere, con particolare riguardo al medioevo. Sinora ha pubblicato tre saggi: Il convento dei cappuccini in S. Martino, tra storia e recupero, Eboli 1999; Campagna medievale tra XI e XIII secolo, E.S.I. Edizioni, Napoli 2005; Documenti per la storia di Campagna dal IX al XIII secolo, Campagna 2006.
È nato a Casalvecchio di Puglia (FG) - a pochi chilometri da Castel Fiorentino - il 16 gennaio 1958. Dopo aver frequentato il liceo classico si è laureato in Medicina e Chirurgia; ha sempre nutrito una grande passione per la storia e l’archeologia.
Il periodo storico che maggiormente gli interessa è quello normanno-svevo, la sua grande passione è il romanico pugliese. Nel 1997 ha portato sulla grande rete la storia di Federico II con il sito www.stupormundi.it del quale è attualmente il coordinatore.
Vive e lavora a Foggia. Suona il sax ed il
flauto traverso; la musica che più ama è il jazz.
è
felicemente sposato e ha due figli.
Annangela Federica Germano nasce a Barletta l’11
febbraio del 1985. Dopo la maturità classica conseguita nel 2003, trascorre l’estate nello studio di matematica, chimica, fisica, biologia (e simili) per affrontare i test d’ingresso alle facoltà di Medicina, Odontoiatria e Psicologia. Si iscrive in quest’ultima, ma dopo un breve periodo in quel di Padova decide di tornare nella terra natia e così, “costretta” a scegliere una facoltà tra quelle disponibili, torna al suo primo amore, fino ad allora accantonato per puri motivi “pratici”. Si iscrive quindi al corso di Laurea triennale in Lettere (curriculum “Cultura Letteraria dell’Antichità”) della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari…ma il destino non è sempre così beffardo, perché lì scopre una disciplina storica (la paleografia) che difficilmente avrebbe conosciuto in un ambiente diverso: ed è subito colpo di fulmine! Infatti si laurea nel
marzo 2007 con una tesi in Paleografia greca su un codice otrantino, ancora inedito, del secolo XII. Nel corso dell’ultimo anno accademico comincia a frequentare il Centro Studi Normanno-Svevi: è l’inizio di una collaborazione, entro i limiti delle sue capacità e conoscenze, ancora viva e speranzosa di futuro. Imminente la sua iscrizione al corso di Laurea magistrale in “Filologia e Letterature dell’Antichità” sempre dell’Università di Bari, e poi…chissà…la
SSIS, o altro…
Da sempre amante di quegli sport nei quali il movimento del corpo è manifestazione di un linguaggio muto, e della danza in particolare, che pratica da anni (sebbene solo per passione, senza mai considerarla una valida alternativa per il suo
futuro), da non molto tempo ha scoperto, invece, una impensabile attrazione per il mondo felino e, nonostante le credenze medievali sulla (presunta) “vera” natura dei gatti neri, cerca di non lasciarsene influenzare, tanto da continuare a possedere una gatta (non completamente nera, però!).
Nativo di Molfetta (Ba) e peschiciano d'adozione, Piero Giannini ha esordito in campo letterario nel 1977. È di quell'anno la sua prima pubblicazione, alla quale sono seguiti tanti romanzi e una silloge poetica. Attento osservatore delle problematiche adolescenziali, le sue opere sono inserite nei cataloghi di «narrativa per la scuola» di vari editori italiani (ricordiamo in particolare I figli del paradiso perduto, Editrice Theorema, Milano). Un tempo "voce" dell'emittente televisiva («Rtg-Puglia»), è una delle firme più apprezzate delle testate giornalistiche regionali «Puglia» e «Lucania», dirette da Mario e Rossana Gismondi. Da circa un anno è direttore editoriale di "punto di stella", periodico d'informazione del Gargano (www.puntodistella.it).
Universidad de Buenos Aires (Argentina).
Appassionato di storia medievale ed in particolare del periodo duecentesco, presidente dell'Associazione Storica "Cavalieri del Tau" di Altopascio, in provincia di Lucca - sito internet: http://web.tiscalinet.it/cavalieri_del_tau, scrive per la rivista bimensile «Rivivere la Storia». Insieme a Remo Buosi, della "Compagnia de Peon" di Conegliano, ha pubblicato un libro sull'abbigliamento nel 1200 dal titolo Adla Magione del Tau. Vestire nel Medioevo. Abbigliamento ed Accessori del XIII secolo, corredato da 210 immagini a colori di ricostruzione e raffronto con l'iconografia medievale. Si occupa anche, insieme a Buosi, di "Mille&Duecento", Coordinamento Italiano Gruppi di 'Living History' e 'Re-enactment' dell'XI, XII e XIII secolo.
Alessio Guiggi lavora presso il commissariato di Polizia di Volterra, città dove tuttora risiede e che al momento non ha alcuna intenzione di lasciare. Il suo affetto per questa città è dimostrato anche da una conoscenza puntuale e appassionata della storia dell’intero territorio. Questa sua passione nasce dalle richieste insistenti degli amici, che gli chiedevano informazioni su questa antichissima città. Da quel momento Alessio si mise a studiare e gli amici si pentirono amaramente di averlo addentrato nei meandri della storia di Volterra. Adesso non lo ferma nessuno… forse sua moglie Alessandra.
Nato a Vasto, dopo gli studi
superiori ha intrapreso un'intensa collaborazione con diversi professionisti come progettista CAD, proseguendo la formazione universitaria, ad oggi, purtroppo, non ancora terminata per motivi di lavoro.
La fotografia rimane tuttavia il suo grande punto di riferimento: una fotografia
che predilige prospettive insolite, a volte esasperate, che tendono ad escludere gli elementi circostanti, troppo spesso motivo di disturbo nella natura dell’oggetto ripreso.
Ha partecipato a diversi concorsi e, successivamente, ha realizzato mostre personali, come quella del luglio 1999 patrocinata dalla Provincia di Chieti.
Da un suo progetto è nato il sito AreAbruzzo,
una rivista telematica che si avvia ad essere il riferimento più importante nella divulgazione delle immagini del patrimonio storico ed ambientale d'Abruzzo esistente nella rete.
Ne fanno parte numerosi collaboratori, tra cui Fabio Pomponio, il web designer che
ne realizza le pagine; Cristiano Bertoncini, nella vita impegnato nel settore forense (avvocato) e responsabile legale e delle relazioni nella nostra
rivista; Grazia
Valentini; l'ingegnere Giuseppe
Travaglini; il professor Michele Fantini, insegnante di elettronica da moltissimi anni presso l’ITIS di Vasto,
che fornisce ad AreAbruzzo tutto il supporto tecnico per l’area telematica; Michele Tana, giornalista presso diversi quotidiani e quindicinali.
Sito: AreAbruzzo
Nato a Bari nel 1971, si è iscritto presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Bari (indirizzo storico-archeologico), dove sta per laurearsi in Museotecnica con una tesi sulle armi difensive ed offensive, databili tra XV e XVIII secolo, custodite nel museo di Barletta.
Ha partecipato a numerose campagne di scavo (Herdonia e San Giusto con il prof. Giuliano Volpe; Metaponto con la prof.ssa Gioia Bertelli). Nel 1993, insieme ad altri 8 “pazzi”, ha fondato la prima Associazione barese di Giochi di Ruolo; nel 1998 ha costituito una società di persone, insieme ad altri 2 “squilibrati”, costruendo e poi gestendo un pub in completo stile medievale, cercando di unire, alle classiche pietanze “paninare” di cui i giovani sono ghiotti, alcune specialità medievali.
Dal 1996 si occupa di rievocazioni storiche e in modo particolare di duelli storici; nel 1998 ha costituito il gruppo «Historiae Signum» (poi trasformato in ditta) con l’intento di occuparsi in maniera più assidua di cortei e ricostruzioni storiche.
Sito: Historiae Signum
Maria Carmela Lollino, laureata in Lettere nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Bari, è docente di scuola secondaria di primo grado e socia dell'Associazione Historia Ludens.
Lucia
Lopriore, nata ad Orta Nova (FG) nel 1955, studiosa di microstoria per
“vocazione”, è collaboratrice del mensile «Il
Provinciale» ed è membro ordinario dell’Associazione Amici del Museo Civico
di Foggia e del Centro Studi “G. Martella” di Peschici. è
autrice dei volumi: Orta
Nova tra '700 e '900.
Storia, urbanistica
ed architettura,
Bastogi Foggia 1999; Il
camposanto di Orta
Nova, genesi e sviluppo,
Bastogi Foggia 2000, entrambi patrocinati dal Comune di Orta Nova; Le
neviere in Capitanata, affitti, appalti e legislazione, Edizioni del Rosone, Foggia
2003; Aristocratici Napoletani tra Capitanata e Valle d’Itria: i Duchi di Sangro,
Edizioni del Rosone, Foggia 2007.
è
inoltre autrice dei seguenti saggi: Una
mistica pugliese del primo Ottocento,
in «Carte di Puglia», n.
4/2000; Diritto di patronato del Duca de'
Sangro sulle chiese di Orta di
Capitanata e rapporti con il vescovo di Ascoli Satriano,
in «La Capitanata»,
rivista quadrimestrale della Biblioteca Provinciale di Foggia, n. 10/2001; I
de’Sangro duchi di Vietri, e con
Teresa
Maria Rauzino è autrice del saggio
dal titolo I de Vargas Machuca,
entrambi in Ischitella e il Varano dai
primi insediamenti agli ultimi feudatari, a cura di T. M. Rauzino e G.
Laganella, Atti del Convegno Storico di Ischitella 2000, Cannarsa, Vasto 2003;
con Livia Semerari (Università di Bari) ha collaborato per la parte storica
al saggio dal titolo L’opera San Michele
di Foggia ed i dipinti di Mario Prayer, in «Carte
di Puglia», n. 9/2003; I
Pignatelli in Capitanata, in «La
Capitanata», n. 14/2003.
Ha collaborato per la parte storica, con Gaetano Cristino e Vittorio Marchesiello, al volume L’ITC “P. Giannone” di Foggia e la sua Galleria d’Arte, a cura di A. M. Palomba, Edizioni del Rosone Franco Marasca, Foggia 2002.
Pasquale Lucio Losavio nasce il 4 marzo 1960 a Massafra, città dove ha scelto di vivere, amando profondamente la propria terra. Si laurea in Filosofia con una tesi in Storia della filosofia contemporanea, dedicata allo studio degli sviluppi della filosofia italiana tra le due guerre mondiali, dal titolo: Adriano Tilgher, filosofo della crisi. Si è perfezionato in "Storia del Mezzogiorno medievale" presso l'Università di Bari e specializzato alla SSIS - Puglia. è docente di Filosofia e Storia e insegnante di sostegno.
La scrittura accompagna da sempre la sua formazione umana e culturale. è attratto in modo particolare dagli studi sul Medioevo che riguardano la sua terra che è stata, in quel periodo, un incredibile laboratorio creativo della storia che può indicarci ancora delle direzioni per orientarci nella complessità contemporanea. Non si sottrae all'impegno di fornire il proprio contributo di idee per la crescita comune. è membro del direttivo dell'associazione culturale "Il Corifeo", presso il luogo d'arte KALLIOPE, e collabora con la rivista «Giustitalia». Nel 2005 ha pubblicato, per le edizioni di Kalliope, il volumetto Nihil, narrazione poetica. Possiede un proprio sito web all'indirizzo: http://xoomer.virgilio.it/pasqualelosavio/.
Pianista, è responsabile culturale della Sezione ebraica di Trani.
Laureato in Ingegneria edile presso il Politecnico di Bari, ha partecipato a numerose campagne di rilievo di edifici monumentali ed alle relative indagini storico-costruttive. Appassionato di architettura militare, si occupa dello studio delle caratteristiche strutturali delle principali tipologie di costruzioni difensive.
Cabra - Córdoba
(1977). Por motivos familiares, de joven se traslada a Palma de Mallorca (Islas Baleares). Allí, comenzó sus estudios de Historia en la Universidad de las Islas Baleares. Durante su estancia en este centro, participa activamente en el movimiento asociativo estudiantil, siendo alumno departamental durante dos cursos, también crea, junto a varios companeros/as el Collegium Historicum Baliaricum, asociación de alumnos/as de Historia. Elegido Presidente fundacional de la misma, encamina sus inquietudes a la organización estudiantil así como a la preparación y difusión de jornadas científicas de carácter histórico.
Después de varios cursos, decide emprender una nueva etapa, especializarse y se traslada a la Universidad de Barcelona para desarrollar líneas de investigación y docencia relacionados con el mundo medieval, colaborando desde ese mismo momento - durante dos anos - en el Laboratori d'Arqueologia Medieval. En la misma, optiene la Licenciatura en el curso académico 2001-2002. Durante su estancia en la ciudad Condal, desarrolla un proyecto de Historia Medieval en red
(medievalismo.org), que había puesto en marcha en el ano 1998 y con el que obtiene varios
reconocimientos.
Una vez finalizado sus estudios de Historia, vuelve a Mallorca para incorporse a partir del curso 2002-2003 como Profesor-Tutor en el Centro Asociado de las Islas Baleares de la Universidad Nacional de Educación a Distancia. En dicho Centro, se encarga desde ese y hasta el actual momento de impartir la asignatura de "Tendencias Historiográfica Actuales" de la Licenciatura de Historia, a la vez que lo completa con su docencia en otras asignaturas de Ciencias Políticas, Historia y Sociología. Paralelamente, inicia en la Universidad de las Islas Baleares la Licenciatura de Filosofía (en proceso) y el Doctorado en la Universidad Nacional de Educación a Distancia (Madrid). Durante el curso académico 2005-2006 obtiene la Suficiencia Investigadora - Diploma de Estudios Avanzados (DEA) con la máxima calificación.
En la actualidad, está ultimando su Tesis Doctoral sobre "Minorías étnico-religiosas en la Mallorca Medieval: fiscalidad y sociedad". Además, comienza a colaborar asiduamente en revistas científicas nacionales e internacionales, en prensa social y publicaciones poéticas. Participa como investigador en el proyecto "Sociedad y Organización Fiscal de los impuestos indirectos del Reino de Mallorca (siglos XIV-XVII)" [BHA 2003-04785], financiado por el Ministerio de Ciencia y Tecnología, bajo la dirección del Catedrático de Historia Medieval Dr. D. Pau Cateura Bennasser (Universidad de las Islas Baleares). Asimismo, es miembro activo de la red digital Historia a Debate sobre la configuración del nuevo paradigma historiográfico (historiografía digital). También participa en la misma red como colaborador-investigador en el proyecto "Investigaciones globales en Historia Medieval y Moderna". También, desde junio de 2006, participa como asesor de patrimonio histórico en el Área de Cultura del Ajuntament de Palma. Del mismo modo, en estos momentos ultima su incorporación al proyecto "El Crédito y el Sistema Financiero en el Reino de Mallorca (siglos XIV-XV) [HUM2006-01329/HIST].
Ha sido ponente en varios congresos nacionales e internacionales y posee artículos de especialización en historia medieval, teoría de la historia e historiografía mallorquina en varias revistas y jornadas de debate. Ha publicado textos en Espana, Argentina, Venezuela, Francia y Brasil. Ha organizado varios ciclos de conferencias, destacando su participación en el comité de organización de III Congreso Internacional Historia a Debate (Santiago de Compostela, 2004). Recientemente ha sido nombrado co-secretario del IV Simposio Internacional de Jóvenes Medievalistas (Lorca, 2008), siendo el editor electrónico de su página en Internet. También, elabora (enero-abril de 2007) y disena la página web de la Asociación Espanola de Arqueología Medieval.
Colabora en programas de radio regional (cultura e historia) y ha realizado varios trabajos como guionista y documentalista. También es colaborador habitual de revistas de difusión histórica.
Editor desde el 1 de mayo de 1998 de Medievalimo - Portal de Historia Medieval, referente en la Historia Medieval científica en idioma castellano, superando la edición de 1.000 páginas electrónicas y con más de 120.000 visitantes de su página principal (cuya procedencia supera los setenta países). El portal cuenta con un número de suscriptores superior a los 1.300 (de una veintena de países).
Conforto il
signor Ruggero
Gormelli sul fatto
che di milanesi nati alla fine degli Anni Cinquanta che non avevano un’idea
chiara di quello che avrebbero fatto nella vita ce n’erano diversi…
Personalmente, essendo nata a Milano nel
Dopo
aver concluso con il massimo dei voti studi linguistici che mi sarebbero serviti
a pochino, quasi all’ombra del glorioso tempio del «Corriere della Sera»
(per me rimasto inesplorato) e dello studio del grande Renato Guttuso (ai tempi
meta di sporadiche visite scolastiche), ho dovuto affrontare per tempo il
problema della “sussistenza” e mi sono impiegata in tutt’altro campo.
Onnivora nelle letture da sempre, con una predilezione però per la storia, le
biografie, i misteri e la psicologia, innamorata della poesia dei simbolisti e
degli ermetici dai tempi della scuola, ho cercato di convogliare tutte le mie
passioni nello studio del Quattrocento italiano, quello lombardo in particolare,
che mi ha sempre intrigato parecchio.
Ho
condotto per anni e tuttora conduco studi su libri, documenti e lettere
originali del periodo, in archivi e biblioteche, con lo spirito appassionato
dell’“indagatrice psicologica” più ancora che della ricercatrice. Sono
nati così due romanzi, Una storia del
Quattrocento e il recente Il ramo di
biancospino - Storie di donne del Quattrocento, quest’ultimo vero
compendio del mio approccio femminile alla storia sforzesca.
Attualmente vivo nel tranquillissimo Piemonte, a Novara, la più lombarda delle città piemontesi, con un marito e un figlio, che felicemente accettano i miei interessi senza condividerli...
Facultad de Filosofía y Letras, Universidad de Buenos Aires (Argentina), investigador de DIMED (Departamento de Investigaciones Medievales).
Architetto, professore ordinario di Disegno dell’Architettura presso la Facoltà d’Ingegneria di Ancona. Studioso di Storia dell'Architettura, si occupa professionalmente di restauro dei monumenti, arredo urbano, allestimenti museali e tenta con passione, da un ventennio, la valorizzazione e la promozione del patrimonio culturale delle Marche. Membro di varie accademie e associazioni culturali, ha curato convegni ed allestito varie mostre nazionali d’architettura e documentari video.
Autore di oltre 130 pubblicazioni scientifiche, fra i volumi più significativi sul patrimonio monumentale marchigiano: Francesco di Giorgio e il Palazzo della Signoria di Jesi (1986); L’Architettura nelle Marche dall’Età classica al Liberty (Nardini, 1995); Le Chiese Filippine nelle Marche. Arte e Architettura (Nardini, 1996); Il Teatro nelle Marche. Architettura, scenografia e spettacolo (Nardini, 1997); Il Disegno del territorio. Storia della Cartografia delle Marche (Il Lavoro Ed., 1998); Itinerari neoclassici nelle Marche. L’Architettura (Marsilio, 1998); Luigi Vanvitelli nelle Marche e in Umbria (Electa, Napoli 2000); Le Ville del Piceno (Silvana Ed., 2001). Ha promosso e collaborato alla Guida Verde Marche (T.C.I., 1998), e dirige dal 1997 la rivista «Castella Marchiae» della Sezione Marche dell’Istituto Italiano dei Castelli, del quale è anche membro del Consiglio Scientifico Nazionale.

Questo sono io: Tommasino Marsella, nato e cresciuto a Roccasecca (Fr) dal 28 febbraio del 1961. Il mio nome la dice lunga sul perché mi sono preoccupato di far conoscere a tutti il posto in cui nacque san Tommaso. Lavoro in Enel distribuzione e nel tempo libero mi occupo di tantissime altre cose: politica – fotografia – escursionismo naturalistico – teatro – storia locale, ed ho in atto molte collaborazioni con siti web tra cui il sito ufficiale del mio paese.
Ah, dimenticavo (mia moglie me lo rinfaccia tutti i giorni): ho anche una famiglia: mia moglie, le mie due figlie ed una gatta.
Nato a Taranto, ha studiato nelle Università di Bari, poi di Pavia, infine di Amburgo, dove ha chiuso i suoi corsi di laurea in chimica industriale. Non ha mai lavorato come chimico e ha invece sfruttato le sue conoscenze linguistiche. Conosce infatti (parla e scrive correntemente) russo, inglese, tedesco, francese, spagnolo, ungherese e ne ha studiate un'altra decina che spera di portare a maggiore perfezione nel prossimo futuro. Si è diplomato in Lingua Russa all'Istituto Pusckin di Mosca dove ha avuto inizio la sua avventura nel Medioevo Russo. Lavorando sui mercati internazionali si era infatti appassionato al Medioevo, ma quando scoprì che non riusciva mai a sapere gran che su quello russo, colse l'occasione della tesi all'Istituto Pusckin e scelse di studiare un personaggio del Medioevo bielorusso, Santa Eufrosina di Polozk: di lì via via è entrato in quel mondo magico e nuovo.
Ha pubblicato numerosi volumi, dal recente Introduzione al Paganesimo Russo, MJM Editore, 2009, al saggio storico in chiave divulgativa Olga La Russa, 2001 (che non è la sorella di Ignazio La Russa, per carità!), e poi per i ragazzi L'ombra dei Tartari, 2002, ovvero la saga di Alessandro Nevskii.
Nato ad Altamura (città presso il cui glorioso liceo classico ha conseguito la maturità) un quarto di secolo fa circa da genitori di Gravina, vive in quest'ultima città ("urbs opulenta" sotto lo Svevo, mentre guardandola oggi ci si rende conto di come il Medioevo non fosse affatto più buio dei nostri tempi...). Dal nonno Domenico, integerrimo maestro di scuola e di vita per generazioni di gravinesi e studioso di tradizioni locali, eredita una inguaribile passione per tutto ciò che profumi di antico e di nostrano, oltre alla malattia per i libri e all'amore incondizionato per la propria terra. Dopo un periodo di tormentate deviazioni universitarie (e non solo) l'attrazione viscerale per la storia ed in particolare per il Medioevo lo porta fatalmente ad approdare al corso di Scienze Storiche e Sociali della facoltà di Lettere di Bari. Tra i corridoi dell' Ateneo stringe amicizia con l' ineffabile Giuseppe Losapio, che lo introduce nella setta liciniana; da allora il professore porta avanti una paziente ma indefessa opera di persuasione per convincere i due che sono di sinistra ma ancora non lo sanno, e chissà che prima o poi non ci riesca...
Si laurea nell' aprile 2005 (relatore Cosimo Damiano Fonseca) con una tesi sulla saggistica di Jacques Le Goff riguardante le origini medievali dell' identità europea. Collabora a tempo perso con un giornale cittadino e due anni fa la sua vanagloria è stata soddisfatta nel vedere pubblicato un suo piccolo intervento ad un convegno sull'opera di J.R.R. Tolkien tenuto con amici all'Università di Bari. Se dovesse descriversi in due righe, ricorrerebbe alle parole di Marcello Veneziani (scrittore a cui deve, come anche a Franco Cardini, la composizione tra le sue due anime, l'una ribelle e l'altra tradizionalista): «Esteriormente sono moro e saraceno, interiormente sono biondo e normanno. Complessivamente, sono meridionale e mediterraneo».
Sono nato in un piccolo paese della
provincia di Lucca nel 1960, dove abito. L’interesse per la storia è iniziato
alcuni anni dopo le superiori, e non è stata la scuola a spingermici (mi
dispiace per i proff. che ho avuto). Certo che se leggono quello che scrivo, di
sicuro diranno: «Io non lo conosco», e: «Era meglio se studiava di più».
Se mi
sono appassionato alla storia lo si deve alla TELEVISIONE (!). Sì, sono un «teledipendente
storico». Si indovini allora che canali guardo (sul satellite). Se pensate a
quelli di sport vi dico: “O matterelli!...» (son lucchese, no?). Films e
documentari mi hanno spinto ad approfondire la storia con libri e pubblicazioni,
passando anche dalla «fantarcheologia». Come a dir che non sempre la Tv rovina
i giovani (almeno lo sperino).
Di lì,
con tutta la famiglia ci siamo iscritti a un gruppo storico e adesso giriamo per
le feste medievali della provincia, avvicinando i più alla storia delle
tradizioni popolari. Il mio idolo - manco
a dillo - è Castruccio Castracani, nome che vale tutto un programma. Se non
lo conoscete informatevi: primi del Trecento, meravigliosa Repubblica di Lucca.
Infine, per farsene una ragione, visitate pure www.ghivizzanocastello.it,
il forum del quale è quasi unico: vi si discute di nulla, però
democraticamente (non come in Tv). Lì sono proprio un dittatore: scrivo io e
gli altri (oppressi) possono solo leggere.
Pensate che è una balla? Vi sbagliate: è proprio così!
Ex docente liceale, è membro del Centro Culturale Polivalente di Ascoli Satriano. Ha scritto vari saggi sulla storia della sua città. Tra gli altri, ricordiamo S. Potito nella tradizione popolare di Ascoli (Edizioni Il Castello). Con rigore scientifico, in questo libro l'autore analizza la figura del Santo Patrono di Ascoli Satriano in una prospettiva demologica, alla luce di recenti scoperte di archivio e delle sempre più numerose attestazioni di culto in località vicine e lontane alla città dauna. Esperto nello studio dei dialetti, è coautore con Francesco Capriglione del volume Ascoli Satriano. Storia, Arte, Lingua e Folclore ( 1980), «frutto di due menti e due cuori che riescono a svelare l’arte, la storia, la lingua e il folclore del centro ascolano».
Nato a Brindisi nel 1964, dove vive e lavora, sin da piccolo coltiva una profonda passione per la storia locale, che lo spinge ad acquistare numerosi testi ed a partecipare attivamente a giornate di studio, a convegni e congressi che trattano di questo tema. Da qualche anno è entrato a far parte dell’Associazione culturale “Amici della Biblioteca Arcivescovile Annibale De Leo” di Brindisi, dove ha modo di frequentare i massimi esponenti storici del Salento e della Puglia, come i proff. Giacomo Carito, Antonio Caputo, Rosario Jurlaro, Giuseppe Andriani e molti altri, a cui sovente si rivolge per i vari approfondimenti storici.
Appassionato anche di informatica, oltre che di fotografia, ha realizzato il primo sito web sulla città di Brindisi, che a distanza di anni continua ad essere il principale portale cittadino. Ha svolto inoltre una serie di servizi televisivi raccogliendo testimonianze reali sui principali avvenimenti storici locali del ‘900.
Sito: Brindisi Web
Microbiologa per amore, storica per passione, medievista per caso. Sopravvive a Palermo.
Nato nel 1947 a Bitonto (dove risiede), Felice Moretti ha conseguito la Laurea il Lettere nell'Università di Bari nell'anno accademico 1979-80. Esperienze professionali: cultore della materia e collaboratore presso la cattedra di Storia medievale (Dipartimento di Scienze Storiche e Sociali dell'Università di Bari); coordinatore e docente di seminari di studio in Storia medievale e Storia dell'Arte medievale (anche in corsi di formazione post-laurea); direttore della rivista storico-scientifica «Studi Bitontini» edita dal Centro Ricerche di Storia e Arte - Bitonto.
Tra le sue pubblicazioni i volumi: Luca Apulus, un maestro francescano del secolo XIII, presentaz. di Pasquale Corsi, Bitonto 1985; Cultura e società in Puglia in età sveva ed angioina (Atti del Convegno Internazionale di Studi di Bitonto, 17-19 dicembre 1988), Bitonto 1989; Specchio del mondo. I "bestiari fantastici" delle cattedrali, presentaz. di Franco Cardini, Fasano 1995; La ragione del sorriso e del riso nel Medioevo, prefaz. di Franco Porsia, Bari 2001. Numerosi i saggi, apparsi in diverse riviste: da Eretici ed eresie in Puglia in età sveva e angioina, in «Studi storici meridionali», 1988, a Il bestiario fantastico della Cattedrale di Bitonto. Note sull'immaginario medievale, in «Studi Bitontini», 49/50, 1990, sino al recente Sorridere sul pulpito, ridere in piazza. Gli exempla nella predicazione del XIII secolo, in «Studi Francescani», Firenze 2001.
Abita a Cervaro, vicino Cassino, in provincia di Frosinone. Coltiva molteplici interessi apparentemente estranei al Medioevo, tra i quali ad esempio la «programmazione», soprattutto in Visual Basic e Flash. Fra i programmi preferiti si stagliano gli ultimi: gestione contabilità, buste paga, space invaders, flipper, Texas holdem poker, Tetris e Ramino. Ma v’è anche l’interesse per l'astronomia e l'astrologia, non così trascurabili. Gli piacciono i telefilms come
The Shield, I Soprano, CSI e Ateam.
Insomma è una persona metodica e pianificatrice, ma anche timida, o meglio un tipo poco incline a mettersi in mostra. I viaggi preferiti sono soprattutto quelli a breve raggio: ci sono un’infinità di luoghi vicini, sconosciuti e belli; e poi anche il problema della “tasca” ha la sua parte.
In musica non gli toccate i Righeira e i Deep Forest.
"Radionauta" non per caso, ama pro-porre e pro-porsi (in radio). Eclettica, albivaga, sognatrice, ama il mare e ne scruta gli umori tutto l'anno. Insegna da una vita la curiosità e lo stupore ai ragazzi di scuola media a Santo Spirito. S-vaga e di-vaga. Ama l'umanità canina, la casa-terra e l'infinito azzurrino. Pessi-ottimista insegue il sole. Ha seguito all'Università diversi corsi di perfezionamento. Frequenta da un lustro un cenacolo di poeti, quelli della Vallisa, incontrati proprio all'Università.
Ha pubblicato alcune poesie nelle antologie La parola incantata (Ed. Besa-La Vallisa 2003) e nella collana "Il sole nella città" (Elemento Terra, Ed. Besa- La Vallisa, 2006). Ha partecipato a diversi concorsi anche con le case editrici "Aletti" ed "Il filo" che hanno pubblicato i testi selezionati. Ama coinvolgere i ragazzi nelle sue "avventure cultural-letterarie".
Laureata in Architettura presso l'Università degli Studi di Genova con una tesi sull'evoluzione della rappresentazione architettonica dal titolo «Il segno dell'architettura - dalla selce al silicio». Collabora all'attività del Dipartimento di Scienze per l'Architettura e alla didattica del Corso di Disegno dell'Architettura della stessa Università.
Attualmente, la sua attività professionale è rivolta al rilievo dell'architettura. Dal 1992 al 1994, ha curato la veste grafica della rivista periodica «Informazioni», organo ufficiale dell'Associazione Nazionale Operatori Tecniche Endoscopiche. Nel 1995, ha fatto parte dell'assistenza tecnica alla spedizione archeologica internazionale per lo studio della mummia egizia conservata presso il museo del monastero armeno di San Lazzaro (VE). Nello stesso anno ha collaborato alla realizzazione del documentario «Endoscopia Digestiva: passato, presente, futuro.» pubblicato dalla Glaxo Wellcome S.p.A.
Nel 1998, ha pubblicato sul sito «Lanterna Online» della Provincia di Genova una serie di schede riguardanti la storia ed il restauro del Castello della Pietra in Vobbia (GE). Nel 2001, invitata dal Dipartimento di Scienze per l'Architettura dell'Università di Genova, ha tenuto un seminario dal titolo «La rappresentazione nella storia». Nel 2002, ha realizzato il sito «I castelli dell'Alta Valle Scrivia», che ha per oggetto la storia e l'architettura dei castelli di Isola del Cantone, Ronco Scrivia, Borgo Fornari, Montessoro, Savignone, Senarega, Casella, Torriglia, Montoggio, della Pietra.
Foggia,1959: architetto, professore presso l’Istituto Statale d’Arte «Andrea Pazienza» di San Nicandro Garganico. Dal 1988 al 1991 ha svolto ricerche, per conto del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali, sui beni culturali architettonici. Consulente per la ricognizione sui Beni Culturali, all’interno del gruppo di progettazione del “Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale” della Provincia di Foggia. Per conto dell’ITC-Istituto per la Tecnologia delle Costruzioni–CNR di Bari sta producendo un ricerca sui beni culturali diffusi nella Valle dell’Ofanto. Ha svolto ricerche sulle Piazze storiche dell’Italia meridionale ed insulare, nello specifico su quelle pugliesi, lavoro ora visibile su CD prodotti dall’ICCU.
è autore di saggi sull’architettura e l’urbanistica negli anni Trenta. Nel dicembre 2002 ha pubblicato Concenzio Petrucci e il progetto dell’Opera San Michele a Foggia. Architettura sacra nell’Italia degli anni Trenta e, nel 2003, I Palazzi dei Pinto, in Ischitella ed il Varano Dai primi insediamenti agli ultimi feudatari. Attualmente è componente del Comitato Urbanistico Regionale presso l’Assessorato all’Urbanistica della Regione Puglia.
è il curatore del sito http://digilander.libero.it/sanmartinovallecaudi/, sito non ufficiale dedicato alla storia di San Martino Valle Caudina, un paese in provincia di Avellino.
Nasce a San Secondo di Parma, antica contea dei Rossi, nel lontano 1947. Dopo brillanti studi elementari e medi, divaga alle superiori e consegue una abilitazione magistrale mai esercitata. Pensa al lavoro ed a metter su casa prima di ritornare agli studi (una laurea in pedagogia con "L'educazione dei superdotati") e ad empiriche ricerche storiche che estrinseca sul web in Corte dei Rossi (http://www.cortedeirossi.supereva.it/) e Briciole di Storia (http://www.bricioledistoria.supereva.it/).
Nasce a Bari-Palese nel 1971; laureato in Scienze statistiche ed economiche con lode, attualmente è impiegato presso presso l'Università di Bari; dal 1998 al febbraio 2005 ha lavorato a Roma in un'azienda municipalizzata. Appassionato di Storia in generale e particolarmente di quella medievale, soprattutto in relazione alla Puglia e alla Terra di Bari. Autore di ricerche sulla storia e i monumenti di Palese pubblicate su periodici locali e su portali Internet, è collaboratore di “Modugno.it” - cura la sezione su Palese (http://www.modugno.it/archivio/palesesanto_spirito/) e scrive articoli di argomento culturale e recensioni di libri - di “Medievale.it” e dei periodici palesini «Il Tarlo» e «Città dell’Uomo».
Ha
pubblicato il volume Una comunità in
cammino verso un futuro glorioso.
Cento anni della parrocchia 'San Michele Arcangelo' di Palese, a cura di
Vincenzo Auciello, Saverio Di Liso e Vito Ricci, settembre 2003. Tra i suoi
articoli di interesse storico: Palese: testimonianze perdute della Preistoria, in «Peter Pan»,
novembre-dicembre 2001;
Dal
1973 al 1976, al DAMS di Bologna svolge un'attività di pratica e ricerca
teatrale con il Gruppo di Drammaturgia 2
guidato da Giuliano Scabia.
Victor Rivera Magos nasce a Barletta nel novembre del 1977, da padre messicano e madre barlettana. Il padre presto torna nel Regno degli Aztechi e Victor preferisce così chiudersi in un lungo silenzio che dura fino ai 15 anni quando la sua passione per la musica, i pochi soldi in tasca e un gruppo di amici suicidi lo spingono a fondare una band, dal nome improbabile di Twins, di cui diviene frontman; la voce, sino a lì risparmiata, gli serve ora come biglietto da visita. Avendo capito tuttavia di non poter mangiare musica decide, appena finito il liceo classico, di iscriversi a Giurisprudenza a Bari, dove tuttavia rimane poco (si è convinto di preferire morire per scelta piuttosto che per imposizione) e, con la complice collaborazione di zio Gino, decide di trasferirsi a Siena, luogo dove poter dar sfogo alla sua antica passione, quella per la Storia. Frequenta l’Università senese e si laurea nel 2004 con una tesi in Storia Medievale sulla comunità toscana a Barletta nel primo periodo angioino, che pubblica di lì a poco (Una colonia nel Regno angioino di Napoli. La comunità toscana a Barletta tra 1266 e 1345: presenze e influenze in un rapporto di lungo periodo, intr. D. Balestracci, Barletta, C.R.S.E.C., 2005). Dopo la laurea si prende un anno nel quale le sue attività non si contano. Decide di provare il Dottorato di Ricerca e vi entra, nel 2005 a Siena, con un progetto dal titolo Dall’Universitas Baroli alla Terra Baroli. Nascita e sviluppo di una “città” del Mezzogiorno medievale. Economia, società, politica (XI-XIV secolo).
Attualmente si sta sempre più convincendo della grandezza del Duecento europeo, in particolare di quello del Regno siciliano. Gliene ha parlato in sogno, una notte, Carlo II d’Angiò, all’uscita del noto palazzo Bonelli di Barletta. Nel frattempo si diletta a scrivere qua e là, collaborando con il Centro Studi Normanno-Svevi, l’Archeoclub d’Italia, la Società di Storia Patria di Barletta. Scrive senza regolarità per Il Fieramosca, mensile barlettano di cultura e società, e per La voce del Campo, mensile con gli stessi fini, ma senese. Si interessa in particolare di storia dei ceti dirigenti, mercantili, bancari e artigianali, in particolare del Mezzogiorno svevo e angioino. Ama la gente, soprattutto quella già morta. Ama il vino, le donne, Hegel, la pizzica e i Pink Floyd. Ha in preparazione diverse cose, molte riguardanti la sua Puglia e Barletta, nella quale, per ora, è tornato a vivacchiare. Victor, per chi lo conosce, è però una persona mobile, che raramente sta ferma, purché ami ciò che fa. Non ha idea di quale sarà la sua storia che, evidentemente, conosceranno solo i posteri … se ci saranno documenti!
Linda Romano è nata a Napoli il 13 maggio 1980, e ha vissuto in pieno il terremoto, fautore della sua frenesia. Ama l'arte in genere e in particolare il Medioevo, di cui l’affascina l'atmosfera tenebrosa e misteriosa.
È disoccupata, ma spera di non dover rinunciare al sogno di lavorare per l'arte.
È laureata in Conservazione dei Beni culturali e ha partecipato a diverse missioni archeologiche, tra le quali quella a San Vincenzo al Volturno, con il prof. Marazzi. Ama la sua città, la sua storia e spera di poter contribuire un giorno, con i suoi studi, a sostenere lo sviluppo della salvaguardia dei monumenti del suo paese.
Nato a Susa nel 1975, di mestiere fa tutt’altro che lo storico o l’archeologo. Attualmente infatti Roberto lavora come “pigiatasti” (termine tecnico per indicare gli ingegneri informatici) in una piccola ditta di Torino che produce lettori di assegni. Ha diverse passioni (o malattie) e di tanto in tanto una di queste fa la sua comparsa portandolo ad intraprendere “mirabolanti” imprese e progetti.
L’appassionato di storia è un mestiere occasionale e, come tale, fatto non da professionista, anche se Roberto avrebbe non poco piacere nel vedere recuperato il patrimonio storico (per quanto limitato) del proprio comune di origine...
La G. è importante. Mi ricorda la mia componente siciliana, tanto quanto il cognome è di certa origine pugliese. Ma sono nato a Milano e anche di ciò sono orgoglioso. Cinquant'anni fa, in Piazza del Duomo.
Sono medico ed ho lavorato nella ricerca scientifica in Italia per otto anni e negli Stati Uniti per tre anni, prima di tornare in Italia e continuare per altri otto anni. Mi sono ben accorto che di ricerca non si vive qui. Così è iniziata per me una nuova attività medica, la farmacovigilanza, in una Industria Farmaceutica. Attività che svolgo tuttora.
Ricordo: «...fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza», e considero ciò un insegnamento ed un monito senza tempo.
Il Medioevo mi attira, mi esalta e mi consola, e non ha tempo, appunto.
Alessandro Scaparro è nato nel 1980 a Roma, dove vive. Ha origini italiane, turche ed inglesi. Redattore della testata giornalistica online mostruoso.net, recensionista di libri su intranet Telecomitalia e di numerosi film, è fondatore e amministratore della GCF, una community d'arte e dialogo su argomenti di sessualità per tutti i sessi senza distinzioni, e fondatore del progetto Alex Project. Fotografo e industrial photographer, ha tra l'altro esposto lavori fotografici e manipolazioni fotografiche presso la Galleria d'arte Moderna in Fontenuova, Roma. Ha vinto il secondo premio "Autoritratto da vampiro" organizzato dalla Sony Pictures Releasing Italia in collaborazione con la Promofilm. Altre notizie nel portfolio del suo sito.
Tra gli animatori (una vera catarsi, dato il mestiere rispecchiato nel cognome) del Forum, è un eclettico innamorato-pazzo di Federico II. Impegnato quanto misconosciuto scrittore, poeta, saggista, latinista, grecista, sanscritista, artista e astrattista, fondatore del movimento "Salma viva" (subito scìssosi in due, "Salma-viva" e "Salma-morta"), ha pubblicato numerosi libri scritti a mano perché rifiutati dagli editori. Vive sotto anonimato a Tombarolo, frazione di Morticino. Il suo film preferito è Da qui all'eternità, che ha visto 88 volte, tutte di corsa.
Socia dal 2002 dell’associazione “Historia Ludens”, costituita
da docenti, dirigenti e ricercatori in Didattica della Storia e in discipline
storiche che si sono formati presso il Laboratorio di Didattica della Storia
dell'Università di Bari fondato e coordinato dal prof. Antonio Brusa.
Ha partecipato, in qualità
di relatrice, a numerosi convegni (tra i quali “I giochi e i
conflitti”, organizzato da Historia Ludens, Università di Bari e
Edizioni La Meridiana, e il convegno internazionale “La storia è di
tutti”, tenutosi a Modena dal 5 al 10 Settembre 2005), corsi di
aggiornamento sulla didattica ludica e laboratoriale e corsi di
perfezionamento.
È autrice di diverse pubblicazioni tra le quali: La didattica della storia contemporanea e internet, «Memoria e Ricerca», 15 (2004); La vita rurale nell’alto medioevo, percorso didattico sulle fonti di storia altomedievale, insieme a Marco Cecalupo, e L'archeologia risorsa per la storia. Il caso di Saturo, studio di caso sul progetto formulato presso lo scavo archeologico di Saturo, pubblicati on line e disponibili per gli iscritti al corso di aggiornamento per docenti proposto da INDIRE (Istituto nazionale di documentazione per l'innovazione e la ricerca educativa), anno 2005-6; Quattro o cinque cose, per cominciare a navigare, insieme a Giorgio Gentile, in AA. VV., Il nuovo racconto delle grandi trasformazioni. Guida per gli insegnanti, Paravia Bruno Mondadori, Milano 2005; La didattica dei beni culturali, insieme ad Antonio Brusa, pubblicato on line nell’ambito del Progetto Mentore, AZIONI ORI 02,03,04, tutorato disciplinare per la Facoltà di Lettere e Filosofia, disciplina Didattica della Storia; Kroz igru o saznanjima o prošlosti (Attraverso il gioco il possesso del passato), «Misao», 24 (ottobre 2005). Collabora con la casa editrice Laterza in qualità di curatrice degli apparati didattici per il biennio post-qualifica degli Istituti Professionali.
Ha
partecipato a numerosi seminari su tematiche di Archeologia greca, Archeologia
medievale, Esegesi delle fonti di storia medievale, Antropologia fisica, approfondendo aspetti tecnologici e metodologie di indagine
della cultura materiale; alla campagna di scavo di
Acqui Terme in piazza Conciliazione (Università di Genova);
e alla realizzazione della Mostra sulla ceramica medievale a cura della cattedra di Archeologia medievale e del Dipartimento di Scienze
antropologiche, archeologiche e storico-territoriali dell'Università di Torino.
Ha collaborato alla ricerca di materiale
documentario e alla redazione di articoli finalizzati all’allestimento dei
locali della taverna medievale presso la casa di Borgofranco al Borgo Medievale,
iniziativa organizzata dal Settore Musei del Comune di Torino e dal Dipartimento di Scienze
Antropologiche, Archeologiche e Storico - Territoriali dell'Università di Torino.
Nel 2000 ha partecipato al Convegno internazionale «Certose
di montagna, certose di pianura, contesti territoriali e sviluppo monastico -
VIII Centenario della Certosa di Monte Benedetto Valle di Susa» con una
relazione su «Lavoro ed economia nel mondo certosino. Esempi piemontesi: le
certose di montagna».
Stefania
Sivo è nata a Bari nel 1973; dopo aver conseguito la maturità artistica, si è
laureata nel 2000 in Lettere Moderne, indirizzo storico-artistico, presso
l’Università degli Studi di Bari sostenendo la tesi in Storia Economica e
Sociale del Medioevo dal titolo Marginali
ed esclusi tra XII e XIII secolo. Dopo aver frequentato un corso di perfezionamento in Tecniche di insegnamento della storia: problemi e sperimentazioni ha
collaborato in qualità di esperta di storia medievale, organizzando laboratori
didattici sul gioco e sull’evoluzione della moda nel medioevo, con le scuole
di I e II grado del Comune di Modugno interessate al progetto “Il delinearsi
di Modugno come città tra Medioevo ed Età Moderna”. Ha tentato, inutilmente,
di superare per ben due volte le selezioni per accedere alla SSIS, e quindi, per
auto punirsi degli scarsi risultati ottenuti, ha lavorato in una nota scuola
privata italiana per circa tre anni; esperienza che le ha fatto capire un
concetto fondamentale: da grande non farà mai l’insegnante.
Nonostante
le ripetute congiunzioni astrali sfavorevoli, nel 2003 vince una borsa di studio
nell’ambito del corso di alta formazione: Il
Progettore, l’Organizzatore e il Gestore di eventi espositivi nel settore dei
beni culturali, organizzato dall’Università della Basilicata e dal CUM
(Consorzio Universitario Materano). Dopo aver vissuto per sei mesi nei Sassi di
Matera e per due mesi tra i vicoli rumorosi del quartiere Stella di Napoli
(nella speranza di un futuro roseo) ha preso atto che il corso, così come lo
stage tenutosi presso la casa editrice Electa Napoli, è stato un bellissimo
miraggio nel deserto lavorativo che caratterizza ancora oggi lo scenario
dell’Italia meridionale.
Delusa
dalle aspettative, dopo aver lavorato con contratti co.co.co, a progetto, a
tempo determinato, a chiamata, a secondo, a nero (e in alcuni casi oserei dire a
marrone…), oggi collabora in qualità di correttrice di bozze per alcune case
editrici pugliesi e svolge, con passione e dedizione assoluta, il lavoro di
guida presso la Pinacoteca Provinciale di Bari. La sua insana passione per il
medioevo l’ha portata ad incontrare il maestro d’armi Stefano Latorre che
l’ha indotta a seguirlo nelle avventure dell’associazione Historia per il
cui sito ha scritto degli articoli sul medioevo.
Non potrebbe fare a meno di due cose nella vita: acquistare libri (non sa più dove metterli) e mangiare la focaccia (potrebbe redigere un elenco dei migliori panifici della provincia barese). Tra una mostra, un libro e una correzione di bozze vive alla ricerca affannosa di un lavoro a tempo indeterminato.
Sito: www.h-istoria.it
Lawrence Sudbury nasce vicino a Londra nel 1968.
Trasferitosi ancora bambino in Italia, consegue il diploma di Maturità classica e, a 22 anni, la laurea con il massimo dei voti in Lettere Moderne - Indirizzo Comunicazioni, presso l'Università Cattolica di Milano.
L'anno successivo, la sua tesi riguardante i rapporti tra cultura cabbalistica ebraica e cinematografia espressionista tedesca si classifica al secondo posto assoluto al Premio Saccchi per la migliore tesi italiana di ambito cinematografico e viene premiata in Senato dal Presidente
Spadolini. Dal 1992 al 1999 si occupa di cinema, collaborando come assistente ed analista presso la Cattedra di Storia e Critica del cinema dell'Istituto di Scienze dello Spettacolo
dell'UCSC e pubblicando alcuni saggi ed articoli.
Nel frattempo, si dedica all'insegnamento storico nel liceo in cui si era diplomato, ottiene un Master in Marketing a pieni voti e
si specializza in pubblicità. Nel 2001 fonda la Black&Gold Communication
Consulting, un'agenzia di consulenza pubblicitaria di cui è tutt'ora responsabile.
Dal 2003, riprendendo una passione già coltivata dai tempi universitari, si interessa di religioni e filosofie, approfondendo in particolare lo studio storico della simbologia teologica. Frutto di tale studio è nel 2006 la pubblicazione presso AER-Il Melograno del libro
Il Graal è dentro di noi. Al momento sta preparando un nuovo testo, che approfondisce gli aspetti storici della figura messianica, dal titolo provvisorio
Yeshua.
Sito internet: http://www.lawrence.altervista.org/.
Sono nato il 13 marzo 1971 a Trento e risiedo a Salorno, primo borgo della Provincia Autonoma di Bolzano. Ho studiato presso l’Università degli Studi di Trento Economia e Commercio e da circa 3 anni dirigo l’azienda di promozione turismo dei paesi di Ora, Montagna ed Egna, ossia la Destinazione Castelfeder. Castelfeder si trova proprio al centro dei nostri tre comuni. Sono un appassionato della terra in cui vivo e mi piace raccontare e scrivere per la mia zona.
Il nostro sito internet è www.castelfeder.info e potete contattarci via e-mail, scrivendo all'indirizzo postale indicato nel sito.
Nato
nel 1936. Coniugato con Ada Barzocchini. Laureato in Medicina e Chirurgia presso
l’Università di Pavia, ha conseguito diverse specialità chirurgiche e la libera
docenza in Patologia Speciale Chirurgica. Docente nei corsi di Laurea ed in
numerose Scuole di Specialità. L’attività clinica, di insegnamento e di ricerca
si è svolta totalmente nell’ambito degli Istituti Universitari di Pavia. Autore
di più di 200 pubblicazioni scientifiche su riviste italiane e straniere su
argomenti attinenti ai trapianti d’organo, in particolare del fegato, ed alla
immunologia chirurgica, e di testi di studio. Relatore a numerosissimi congressi
scientifici nazionali ed internazionali.
Da sempre cultore di storia, genealogia ed araldica, ha seguito lo sviluppo e
l’affermarsi di queste scienze nell’ambito culturale italiano e fu per questo
cooptato, prima entry al mondo, nel Rotary Club Pavia nella classifica
Associazioni ed Enti, Araldica.
- Socio Fondatore dell’Istituto Araldico-Genealogico Italiano e dal 1993
Vice-Presidente dello stesso Istituto.
- Socio Fondatore dell’Istituto Italiano per la Storia di Famiglia e dal 2002
Presidente dello stesso Istituto.
- Membro della Académie Internationale de Généalogie.
- Membro della International Commission for Orders of Chivalry.
- Hon. Fellow della American Academy for Medieval and Chivalric Research.
- Fondatore della Scuola di Genealogia, Araldica e Scienze Documentarie.
- Docente di Araldica presso la Scuola di Genealogia, Araldica e Scienze
Documentarie.
- Senatore Accademico dello “STUDIUM”- Accademia di Casale e del Monferrato per
l’Arte, la Letteratura, le Scienze e le Varie Umanità (fondata nel 1476)– Casale
Monferrato, Italia.
- Socio Fondatore dell’Associazione dei Possessori di Certificazioni d’Arma,
Genealogia e Nobiltà, rilasciate dal Corpo dei Re d’Armi di Spagna.
- Membro del Comitato Scientifico e redattore di “Nobiltà”, Rivista di Araldica,
Genealogia, Ordini Cavallereschi.
- Membro del Comitato Scientifico de “Il Mondo del Cavaliere”, Rivista
Internazionale degli Ordini Cavallereschi.
Ha preso parte ed ha svolto relazioni a convegni, congressi e colloqui nazionali
ed internazionali organizzati dagli organismi del settore (Académie
Intenationale d’Héraldique e Académie Internationale de Généalogie). Ha tenuto
conferenze e lezioni nell’ambito dei Corsi di Storiografia Locale a cura del
Centro Studi sul Classicismo di San Gimignano, Seminari di Genealogia ed
Araldica ai Corsi di Dottorato presso il Dipartimento di Italianistica
dell’Università di Firenze, Seminari di formazione in Scienze Documentarie della
Storia dedicati ai funzionari dei Ministeri e della Presidenza del Consiglio dei
Ministri. Per il Comune di San Gimignano (SI) ha curato la pratica presso gli
organi competenti per la rettifica dello stemma civico (2006) ed attualmente ha
in corso una collaborazione con il Comune di Certaldo (FI) per lo studio
dell’araldica vicarile dell’Archivio Storico del Comune.
Marta Tinor, nata a Pordenone nel 1976, diploma di analista contabile, è attualmente in cerca di occupazione. Ha la passione per i castelli, gli animali, la montagna. In più ama i puzzles e le poesie. Ascolta musica classica e anni 80.
Dopo aver conseguito una laura in Lettere Classiche, con indirizzo archeologico, allontanandosi dal mondo classico ha intrapreso un cammino, certamente lungo, sebbene più congeniale ai suoi interessi e alle sue passioni: adesso bizantini e arabi, normanni e svevi cavalcano i suoi sogni, verso una furiosa carica, dove il rumore degli zoccoli e il clangore delle lame d'acciaio rievocano nella sua mente e nel suo cuore i lutti e i fasti di una Sicilia libera dal giogo romano, cosmopolita e signora dei mari. Un'intera epoca storica, che per lui è anche e soprattutto un viaggio interiore alla scoperta di esotiche origini orientali.
Siti: ipaesaggi.it
Sono nato a Foggia nel 1971. Insegno Scienze sociali al liceo "Roncalli" di Manfredonia. Dirigo la collana L'Aratro, testi e studi su pace e nonviolenza delle Edizioni del Rosone di Foggia. Ho pubblicato: La realtà liberata. Escatologia e nonviolenza in Capitini (Edizioni del Rosone, Foggia 1999), Quartine (poesie, Edizioni del Rosone, Foggia 2000), Il pensiero nonviolento (Edizioni del Rosone, Foggia 2004), La barchetta di Virginia. Manifesto per una scuola improbabile (Rainone, Bergamo 2006).
BLOG: http://minimokarma.blogsome.com/
è nato a Bari nel 1976. Iscritto alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Bari, si è laureato col massimo dei voti nell'a.a. 1999-2000, discutendo una tesi in Storia medievale (relatore il prof. Giosuè Musca). Abilitato all'insegnamento presso la Scuola di Specializzazione Interateneo per la formazione degli insegnanti della scuola Secondaria, ha successivamente conseguito il dottorato di ricerca in Storia moderna. Collabora con il «Centro di Studi Normanno-Svevi» e con la cattedra di Storia medievale (prof. Raffaele Licinio) della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Bari.
Oltre al recente volume Il re, il contadino, il pastore. La grande masseria di Lucera e la dogana delle pecore di Foggia tra XV e XVI secolo, Edipuglia, Bari 2009, ha curato con Raffaele Licinio gli ultimi due volumi (2006 e 2008) degli Atti delle giornate normanno-sveve, e ha pubblicato diversi saggi (tra cui Lo "Studium" federiciano di Napoli e lo "Studium" di Bologna, in «Quaderni medievali», n. 57, giugno 2004; Federico II e la fondazione dello "Studium" napoletano, ivi, n. 54, dicembre 2002; Continuità e mutamenti nel paesaggio agrario della diocesi di Troia. Dalle chartae del Codice Diplomatico Pugliese, 1024-1266, in «La Capitanata», 12, giugno 2002) e articoli, oltre a recensioni in vari numeri di «Quaderni medievali». Ha anche tradotto il volume G. Minois, La Chiesa e la guerra. Dalla Bibbia all'era atomica, Dedalo, Bari 2003 (Fayard, Paris 1994).
Se dovesse scegliersene uno, adotterebbe come motto: "Io ... eterno studente, perché la materia di studio sarebbe infinita, e soprattutto perché so di non sapere niente" (F. Guccini, Addio).
Nato poc’oltre la metà dell’ultimo secolo dello scorso millennio (1957) in quel di Massa nella casa del vecchio nonno, pugliese doc di
Manduria e, forse, dopo le mie marmoree Apuane che ancora porto nel cuore, la prima cosa che vedo è un castello!, quello che a Massa chiaman erroneamente Castello Malaspina, la possente fortezza dei Cybo-Malaspina, impiantata sul vecchio
castrum degli Obertenghi e dei Massa-Corsica-Cagliari loro eredi. Non contenti, i miei genitori tornano poi a vivere, ed io con loro, in quel di Fossola di Carrara, sovrastata dal vecchio castello di Moneta dei vescovi-conti di Luni e poi di Spinetta di Campo Fregoso, e passo giornate tra quei vecchi ruderi (allora ben più recuperabili che oggi). Per sovrappiù, mi iscrivono, in prima elementare in quel di Avenza dove quotidianamente m’imbatto nei ruderi della vecchia fortezza chiamata “Torre di
Castruccio”!!!, mentre alle scuole medie, a Carrara, le prime “vasche” (passeggio) in via Roma mi portano obbligatoriamente all’altro castello Malaspina, quello sede dell’Accademia di Belle Arti di Carrara. La mia psiche era così irreparabilmente segnata per sempre!!!, ero contagiato dal terribile virus detto “antica pietra” e non solo non ne sarei mai più guarito, anzi invecchiando il morbo è diventato se possibile ancor più forte!
Dopo il buon liceo classico locale, intitolato guarda caso ad un concittadino con lo stesso male, il buon Emanuele Repetti (storico, geografo, segretario del circolo Vieusseaux di Firenze ed autore dei volumi
Sovra l’alpe apuana e Carrara, Dizionario topografico della Toscana
...), in quel dell’Università di Pisa, sono ferocemente diviso tra l’amato
Medioevo, che passa attraverso i corsi universitari di Cinzio Violante, e le problematiche afro-asiatiche, e costretto poi a scegliere mi laureo in Storia, con una tesi sull’Eritrea, senza false modestie ora all’Istituto Italiano per l’Africa di Roma. Ma riparto subito con una seconda laurea, ancora da discutere, questa volta in Topografia antica e medievale sull’incastellamento e la viabilità tardo-antica nel
“Comitatus Lunensis”. Dopo anni d’insegnamento precario in scuole superiori in Lombardia, vinco il concorso in Veneto e torno poi nella mia Carrara. Ho anche modo di girare un po’ per l’Italia, la vecchia Europa ed un po’ d’Asia! A Carrara, tra i miei ruderi, riparto con il vecchio amore, i castelli, collaborando con mio fratello Alessandro alla sua tesi di diploma in Beni Culturali all’Accademia di Belle Arti di Carrara su “Castelli e borghi fortificati del comprensorio apuo-lunense”!
Dopo un biennio alla scuola del Marmo “Tacca” di Carrara, dove allora inutilmente si cercava di salvare l’antica gipsoteca, adibito alla mansione di bibliotecario al liceo scientifico “Marconi”, inizio a collaborare al sito “Castelli Toscani”, ho modo di scoprire e studiare in collaborazione con l’Università di Reno una
ghost-town mineraria nel deserto del Nevada di nome Carrara!
Soprattutto, con il vecchio compagno d’università Luciano Franchi poi alla CNA provinciale, ci battiamo per la salvaguardia del cimitero monumentale di Carrara, a Marcognano, che rischiava, negli anni ’90, d’essere snaturato e saccheggiato dei suoi importanti arredi liberty. L’impegno si concretizza anche, qualche anno dopo nel nostro progetto di studio e d’intervento “Marcognano: un museo all’aperto”, patrocinato dalla Soprintendenza alle Belle arti di
Pisa-Lucca-Livorno-MassaCarrara, dalla Provincia di MassaCarrara e dal Comune di Carrara, e con l’uscita del volume
La Città del Silenzio, a cura del Liceo Scientifico “Marconi” di Carrara e C.N.A. MassaCarrara.
Non dimentico però i vecchi amori e produco per i progetti interscolastici Socrates-Comenius, un testo, con cdrom,
I Castelli di Carrara.
Trasferito ora presso l’I.I.S. “Da Vinci” di Villafranca Lunigiana, ho trovato rifugio, costringendovi anche mia moglie con la sola compagnia di un boxer femmina di nome Camilla, in una casetta persa nei castagni sopra Pontremoli, a circa 800
m slm, sull’antica via del Bratello tra Luni e Velleia, in mezzo a gufi, ghiri e cinghiali, e vecchi castelli dei
Malaspina!
Nata a Trescore Balneario (BG) nel 1974, è consigliera comunale di Bianzano, in provincia di Bergamo, e fa parte dell'Associazione di Promozione Culturale e Turistica Pro Bianzano.
Ingegnere
residente a Padova, da anni è impegnato nella ricerca di documenti e nella stesura di scritti sulla Brigata
Catanzaro, che fu tra le più eroiche e più sfortunate delle nostre Brigate di Fanteria nella Grande
Guerra (in cui prestò servizio, tra il 1915 ed il 1917, suo zio Adolfo Zamboni, tenente,
distintosi come il più decorato tra gli Ufficiali di quella Brigata). Ha
pubblicato parte dei documenti rintracciati nel sito
www.cimeetrincee.it.
Sulla brigata Catanzaro ha anche presentato relazioni al Convegno e Mostra organizzati dal Comune di Catanzaro
nel maggio 2005, ed al Convegno organizzato dal Comune di Santa Maria la Longa (UD)
nell'ottobre 2005. In memoria della Brigata ha costruito nel 2005 un piccolo monumento
sul Monte Mosciagh sopra Asiago, teatro di uno dei più importanti episodi della
Strafexpedition.